Libero

Melina De Rossi

Alle 21 Germania-Italia, il romanista si allena con i compagni: Conte deciderà se schierarlo dopo la rifinitura. Pronto Sturaro

- FRANCESCO PERUGINI BORDEAUX (FRA)

Come se non bastasse l’ansia intrinseca in una partita come Germania-Italia, che per di più vale la semifinale di un Europeo, ci si mette anche Daniele De Rossi a trasformar­e in un thriller l’attesa per la partita di stasera a Bordeau (arbitra l’ungherese Kassai, lo stesso di Italia-Svezia).

Ci eravamo rassegnati a dover fare a meno del gladiatore azzurro ed eravamo pronti a sostenere il giovane Sturaro, data la contempora­nea squalifica di Thiago Motta, ma il romanista ha sparigliat­o le carte. Capitan Futuro ieri ha fatto la sua ricomparsa in gruppo dopo giorni di terapia per l’ematoma alla coscia destra «con parziale disinserzi­one delle fibre del vasto mediale» rimediato contro la Spagna. «Un problema serio», lo aveva definito il medico della Nazionale, Castellacc­i, appena mercoledì. E invece De Rossi dopo aver pregato Conte di aspettarlo fino all’ultimo, ieri è tornato in corsa sicurament­e per la panchina e al 50% per una maglia da titolare (anche se senza i 90’ nelle gambe). A sciogliere gli ultimi dubbi sarà solo il provino di stamattina che tutto il gruppo dei 23 guarderà con attenzione.

«Le sue condizioni sono discrete, ma non ci sbilanciam­o: in queste partite bisogna stare benissimo e dare il 120%, tutti conoscono i movimenti della squadra e possono inserirsi», è la riflession­e di Conte in conferenza stampa, «la Germania è più forte della Spagna: hanno tecnica, talento, fisicità, gioco, organizzaz­ione, sono la squadra più completa al mondo e sembrano un club più che una Nazionale. È una situazione impari, ma il calcio è fatto di situazioni: nessuno parte battuto».

Ciò che non cambierà è in ogni caso il modulo, con la conferma del 3-5-2 con Parolo e Giaccherin­i mezzali, De Sciglio ancora sulla fascia e la riproposiz­ione dell’attacco e della difesa collaudati. Reparti che, sulla carta, sembrano avere poco da invidiare ai blasonati campioni del mondo: zero gol subiti dalla BBBC (B u ffo n -B a rza gli-B o n u cciChielli­ni) nel suo assetto completo - l’irlandese Brady ha segnato a Sirigu - proprio come la retroguard­ia tedesca. «Neuer più forte di me? Sarebbe offensivo paragonarl­o a un portiere di 38 anni», dice con umiltà Buffon, «ma non cambia quello che sono io». Appena una rete in meno segnata per gli azzurri rispetto ai rivali di oggi, trascinati da un redivivo Mario Go- mez, anche se il vero osservato speciale sarà Draxler, che finora ha dato molto da rimpianger­e ai tifosi della Juve che lo avevano sognato la scorsa estate. Solo due gli insostitui­bili di Conte (360’ in campo) - Barzagli e Bonucci -, ben cinque per Löw: Kroos, Ozil, Muller ed Hector oltre al portiere Neuer. A cui si aggiungono Boateng e Khedi- ra, con oltre 325’ nelle gambe. Conterà? Speriamo.

Come tocca augurarsi che il campo annulli la differenza che c’è sulla carta tra la nostra rosa (263 milioni, Insigne il più prezioso a quota 25) e quella tedesca che sfiora i 600 di valore complessiv­o (100 solo dei cartellini potenziali di Ozil e Kroos). La storia insegna che si può fare: il bi-

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