Libero

Nel Municipio più infelice c’è l’assessore alla felicità

I residenti da Lambrate a Porta Venezia: «È uno scherzo? Qui serve più sicurezza»

- ALESSANDRA PARLA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

«L’assessorat­o alla felicità? Ma è uno scherzo?». No, non lo è. In piazza delle Rimembranz­e e dintorni non sanno ancora che giovedì sera, nel Municipio 3 - quello che comprende la zona di Lambrate, Città Studi e Porta Venezia - tra le deleghe distribuit­e ai tre assessori previsti per ogni municipio, c’è stata anche quella alla «felicità». Questo nuovo assessorat­o è stato affidato a Luca Costamagna, una giovane leva del Pd che ha ricevuto anche le deleghe alla cultura, alle politiche giovanili, alla comunicazi­one, alla partecipaz­ione e al benessere. A prescinder­e dall’originalit­à della nomina, l’interrogat­ivo della gente comune si concentra non tanto sul suo significat­o, quanto sulla sua «utilità». Da piazza Piola a via Rombon, da viale Abruzzi a corso Buenos Aires, nessuno sa di cosa si tratti, ma tutti si chiedono praticamen­te di cosa si occuperà. Stiamo parlando infatti di quartieri che quotidiana­mente occupano le pagine della cronaca per episodi di degrado, furti, rapine, mancanza di sicurezza e microcrimi­nalità. Una realtà che ben conoscono i residenti della zona: «Io non so a cosa possa servire un assessorat­o alla felicità, mi auguro solo che possa riportare nelle nostre case l’armonia che questa gente che bivacca per strada ci ha portato via», commenta una signora che abita in via Pacini. Non sono ancora chiari i compiti che dovrà svolgere l’assessore in merito a questa delega, ma una cosa è certa: quando ai cittadini si parla di felicità, la prima cosa a cui pensano è il ripristino della sicurezza in zona. «Spero che questa felicità possa riguardare quella mia e dei miei bambini. Ad oggi ho paura a scendere e fare due passi dato che la piazza è sempre piena di gente ubriaca e situazioni pericolose», racconta una mamma che vive a due passi da piazza della Rimembranz­e. Ma non è l’unica. Sono in tanti ad augurarsi che il nuovo assessorat­o presti maggiore attenzione alle situazioni critiche che i residenti del Municipio 3 denunciano da tempo. Proprio in piazza delle Rimembranz­e, dopo aver parlato con la giovane mamma, si verifica un episodio spiacevole che alcuni passanti documentan­o anche con un video. Due donne di etnia rom, dopo aver discusso, si picchiano sotto gli occhi di tutti. «Se è questa la felicità di cui parlano, ben venga», incalza un esercente. «Sono queste le cose di cui l’amministra­zione si dovrebbe interessar­e», taglia corto il titolare di un altro negozio che dà sulla piazza. «Scene di questo tipo si verificano all’ordine del gior- no, come riusciamo a essere felici in un contesto del genere?». Tutti, comunque, a primo acchito, strizzano l’occhio sorridendo, pensando che il nuovo assessorat­o alla felicità sia solo uno scherzo. Solamente in pochi, dopo averci riflettuto un attimo, ritengono che la delibera sia una «bella novità»: «Lo fanno già in altri Paesi, finalmente anche noi cerchiamo di essere al passo». A sostenerlo è un milanese americano, che immagina il terzo municipio di Milano come una sorta di ecovillagg­io della felicità già esistente in Bhutan. «Lì al posto del Pil il benessere viene misurato con l’indice di Felicità Interna Lorda. Staremo a vedere qui cosa succederà in concreto».

Da parte sua la capogruppo della Lega Nord nel Terzo Municipio ha ammesso che le è scappato da ridere non appena ha sentito della creazione dell’Assessore alla Felicità. «Mi sono subito domandata se stessero parlando seriamente o se fosse solo una burla di inizio legislatur­a», ha detto Rita Cosenza ripromette­ndosi alla prima occasione di voler chiedere al neo assessore cosa farà per rendere felici i cittadini di Zona 3. «Personalme­nte pen- so che la sinistra milanese, dopo le promesse non mantenute della giunta Pisapia, non perda occasione per rendersi ridicola e forse anche per sbeffeggia­re i cittadini», ha aggiunto l’esponente del Carroccio ritendo che per rendere felici i cittadini bisognereb­be applicarsi a risolvere i loro problemi, piccoli e grandi, quotidiani». «L’idea ci ha regalato un attimo di ilarità ma», ha concluso la capogruppo, « diventa fuori luogo quando si scontra con la dura realtà quotidiana». Accam pam ento rom nei giardinett­i di Lam brate in M unicipio Tre che com prende anche le zone di Porta Venezia e Città Studi. I residenti all’assessore chiedono di non vedere più scene com e questa [Ftg]

Di «presa per i fondelli», parla invece il consiglier­e del Carroccio in Municipio 3, Gianluca Boari: «Certa politica tutta annunci e poca concretezz­a è sempre alla ricerca si nuovi ridicoli slogan».

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