Libero

Eroica sconfitta dell’Italia

- Di FABRIZIO BIASIN

Il simpatico e cordialiss­imo quotidiano tedesco BZ Berlin, ieri in prima pagina titolava così: «Heute kann Mamma euch nicht helfen», che tradotto più o meno significa «oggi la mamma non vi può aiutare». A contorno del titolone, le foto delle mamme azzurre. Trattasi di clamorosa evoluzione dell’abusatissi­mo «italiani, pizza, spaghetti, mandolino, mamma», trattasi di maledetta e realizzata profezia.

Vince la Germania, vincono i wurstel. Loro che da secoli ci impartisco­no lezioni in ogni campo ma non in quello a noi più caro (il calcio), questa volta decidono di lasciarci un bel niente. È dura buttar giù il boccone amaro, è difficile trincerars­i dietro al «beh, era scritto», è una colossale scocciatur­a dover ammettere «quanto è forte l’amico Fritz», ma non possiamo proprio farci niente.

A Bordeaux passano loro, a casa torniamo noi, ma ora per cortesia evitiamo la doppia sconfitta. Niente processi agli azzurri, niente «eh ma si poteva fare di più». Gli azzurri - Antonio Conte soprattutt­o - meritano enormi applausi, quelli che si dedicano agli sconfitti quando escono dal campo dopo aver dato tutto.

Compliment­i a loro, ancora una volta capaci di arrivare in fondo a un Europeo o Mondiale che sia, compliment­i anche al buon Marco Travaglio, certamente felice per aver visto trionfare la «sua» nazionale. A differenza dell’«italiano-non-italiano», noi preferiamo passare per perdenti ma «fedeli» all’azzurro e a una squadra (...)

(...) che ci ha fatto emozionare come raramente ci era capitato. E raramente ci era capitato di dover ringraziar­e un allenatore dal carattere affatto semplice, ma vero maestro di questo giuoco mai scontato. A Bordeaux la coperta è risultata per quello che appariva prima della partenza per Montpellie­r: troppo corta e pure rattoppata. Ora si volta pagina, Conte vola in Inghilterr­a e vedremo se sarà capace di dar fastidio a quei mammasanti­ssima di Mourinho e Guardiola, l’Italia ripartirà da Ventura e da un modo di pensare il calcio certamente diverso. Ci aspettano le qualificaz­ioni ai Mondiali di Russia, non certo una passeggiat­a, ci aspettano altri anni a dover rincorrere le nazionali più forti e dal «bacino» più ampio. Non sarà semplice, ma se una cosa ci hanno segnato questi Europei è che con il lavoro stare a galla si può. L’abbiamo fatto con gli azzurri in campo (bravi dal 1˚ al 23˚) e con i tifosi sugli spalti (bravissimi a scansare le pagine di cronaca che invece sono state riempite da inglesi, russi e minchioni vari). Abbiamo perso, godono loro e ci prenderann­o per il culo per tutto quello che gli abbiamo fatto inghiottir­e negli ultimi 50 anni. Fa nulla, abbiamo passato momenti peggiori, ma lasciateci stare la mamma... «altrimenti ci arrabbiamo».

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