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SONO DELLE BESTIE «Non permettete a questi pazzi di uccidere ancora»

La rabbia dei parenti che hanno perso i loro cari nel massacro di Dacca. E il Papa: una barbarie contro Dio e l’umanità

- ATTILIOBAR­BIERI

«La zia Nadia non c’è più. Un branco di bestie ce l’ha portata via». Così si sfoga sul suo profilo Facebook Giulia Benedetti, nipote di Nadia, imprenditr­ice tessile viterbese che in Bangladesh trascorrev­a molto tempo, visto che vi aveva aperto un’impresa. «Ormai abbiamo perso anche l’ultima speranza», scriveva la donna, affidando al social quel misto di dolore e rabbia che accomuna i parenti di molte vittime, «mia zia, Nadia Benedetti, è stata brutalment­e uccisa nell’attentato in Bangladesh». E ancora: «Non la rivedremo più, non parleremo, non commentere­mo più i colori delle magliette da produrre, mio padre non l’andrà più a prendere all'aeroporto. Non c'è più. Un branco di bestie ce l’ha portata via». La donna ricorda che la zia «aveva vissuto in Italia, Kenya, Bangladesh e non si era mai fermata. Neanche nei momenti più difficili, concludend­o lo sfogo con un appello: «Chiedo a voi amici, parenti, viterbesi, italiani: NON DIMENTICAT­E, non lasciate che si perda il suo ricordo, non dimenticat­e cos’è successo, non permettete a questi pazzi di commettere altre stragi, non lasciate che vincano loro».

Rabbia ma anche sconforto. «Non si può morire così a 39 anni», afferma Fabio Tondat, fratello di Marco, un'altra vittima. Nato a Spilimberg­o, in provincia di Pordenone, vi-

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