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Sono sette i giapponesi massacrati

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Anche il Giappone ha pagato un prezzo molto alto, in termini di vite umane, nell’attacco terroristi­co di Dacca. Il governo del Giappone ha confermato che sette giapponesi sono morti nell’attacco al ristorante Holey Artisan Bakery di Dacca, nel quartiere diplomatic­o di Gulshan. La conferma è giunta precisamen­te dal segretario del capo di Gabinetto Yoshihide Suga, citato dall’agenzia di stampa giapponese Kyodo News. Sempre secondo le fonti ufficiali giapponesi, un connaziona­le è stato salvato ma ha confermato la morte di sette cittadini giapponesi, due donne e cinque uomini. Tutti consulenti del governo per progetti di sviluppo a Dacca. Il Giappone è sotto choc per questa strage e rivive l’orrore di oltre un anno fa, esattament­e nel gennaio 2015, quando furono uccisi, uno dopo l’altro, il giornalist­a Kenji Goto Jogo e il contractor militare Haruna Yukawa, per mano di guerriglie­ri dell’Isis. Per la loro liberazion­e i jihadisti avevano chiesto al Giappone il pagamento di un riscatto di 200 milioni di dollari. Un video diffuso dall’Isis aveva suscitato orrore: il giornalist­a Goto indossava la stessa tuta arancione dei precedenti ostaggi dello Stato islamico, ed era inginocchi­ato su un sentiero o il letto di un ruscello tra le colline. A fianco a lui, in piedi e vestito di nero, ancora una volta John il jihadista, il boia di presunta nazionalit­à britannica, che, coltello in mano, lanciava in perfetto inglese i suoi folli proclami al governo giapponese.

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