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Renzi: «L’Italia non arretra davanti alla follia»

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«Siamo come una famiglia che ha subito una perdita dolorosa ma che non ha nessuna intenzione di darla vinta a chi pensa che la distruzion­e dei nostri valori sia l'obiettivo al quale consacrare la propria esistenza. Noi siamo più forti»: Matteo Renzi ha cercato la via della trattativa per tutta la notte, ma alla fine le cose si sono risolte nel modo peggiore possibile. Il presidente Sergio Mattarella torna a casa, interrompe la sua visita di Stato in America Latina, si limita agli incontri strettamen­te istituzion­ali a Città del Messico, «per partecipar­e al lutto della Nazione e rendere omaggio alle vittime». È un prezzo «molto alto» per l’Italia. «Ora una risposta unanime per questo orrore senza confini», dice il Capo dello Stato. Renzi assicura: «L’Italia non arretra. Davanti alla follia di chi vuole disintegra­re la vita quotidiana, gli italiani sono colpiti ma non piegati». «A Dacca e ovunque nel mondo il terrorismo non vincerà. Difenderem­o sempre diritti e libertà. Mi stringo a tutte le vittime e ai loro cari», dichiara il presidente del Senato Pietro Grasso. «Il bilancio è il più tragico che si potesse temere, e al dolore per la strage si aggiunge l’orrore per i modi particolar­mente efferati con i quali i terroristi islamisti hanno dato la morte agli ostaggi», porta il cordoglio della Camera dei Deputati la presidente Laura Boldrini.

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