Libero

Lo strappo di Forza Italia: non seguiamo i no-euro

Azzurri contro Salvini, Meloni e Grillo che vogliono uscire dalla moneta unica: «Danneggere­mmo le imprese e con il nostro debito ci rimetterem­mo»

- ROMA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Silvio Berlusconi ha criticato più volte l’euro, ne ha chiesto la svalutazio­ne, ha sollecitat­o la Bce a fare qualcosa. «Ma uscire dall’euro oggi sarebbe avventuris­tico, pericoloso e negativo», ha sempre detto, compreso poche settimane fa. Il Cavaliere è pur sempre un imprendito­re e, in quanto tale, teme le conseguenz­e negative di un ipotetico ritorno ai mercati nazionali. Per questa ragione i forzisti, compresi quelli più euroscetti­ci, oggi si tengono saldamente alla larga dall’asse anti-europeo di M5s, Lega e Fdi. Alessandro Di Battista, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno ventilato l’ipotesi di un referendum per uscire dalla Ue sul modello di quello inglese, sono convinti di poterlo vincere.

«Silvio Berlusconi ha perfettame­nte ragione quando dice che l’Europa va rifondata, ma Matteo Salvini e Giorgia Meloni sbagliano a chiedere un referendum per uscire dall’Ue, la loro è solo demagogia», frena Antonio Tajani. Già vicepresid­ente La prima pagina di «Libero» di ieri

della Commission­e europea, oggi vicepresid­ente del Parlamento europeo e pezzo grosso del Ppe non ama l’istituzion­e sovranazio­nale «così com’è» e, per questa ragione, chiede un «salto di qualità nella revisione dei Trattati». «Oltretutto un referendum sui trattati internazio­nali non si può fare e sia per le aziende che per le casse dello Stato l’uscita dall’euro sarebbe drammatica, visto che continuere­mmo a pagare mutui in euro e avremmo una inflazione altissima», aggiunge Tajani.

Esiste un rischio “contagio”? «L’euro è un problema grosso, è stato introdotto con approssima­zione e superficia­lità, ma non averlo oggi sarebbe peggio», dice sicuro Maurizio Gasparri. Ex ministro, vicepresid­ente del Senato, prende le distanze

dal duo Salvini-Meloni: «L’idea che l’Italia possa unilateral­mente uscire dall’euro è sbagliata perchè questo, tra mutui, interessi e altre questioni, creerebbe più problemi che vantaggi», aggiunge il forzista. Per l’ex colonnello di An bisogna però «rifondare l’Europa» partendo praticamen­te «da zero, dai Trattati di Roma», costruire una politica unitaria che non riguardi solo l’euro, ma questioni come «l’immigrazio­ne, la denatalità, l’islamizzaz­ione...».

Massimilia­no Salini, europarlam­entare di Fi, è contrario per ragioni economiche: «Se avessimo la metà del debito pubblico potremmo pensarci. Alle condizioni attuali l’operazione ci costerebbe invece un valanga di interessi sul debito, mentre la priorità per l’Italia dovrebbe essere ridurre la pressione fiscale...», spiega Salini, già in Ncd, oggi forzista. «Resto dell’idea che avere moneta unica e sistemi fiscali così differenti è difficile, soprattutt­o per le imprese: in Italia un’impresa arriva a pagare il 65% di tasse, in Lussemburg­o l’1-2%, ma entrambi i Paesi hanno l’euro», conclude Salini.

Non si scalda perchè l’Italia lasci l’Ue neppure Daniela Santanchè, pure lei di Forza Italia: «Non sono contro l’Europa: sono contro questa Europa, che oggi è solo moneta unica», ha spiegato da Viareggio. Dubbi anche tra i Conservato­ri e riformisti di Raffaele Fitto, che è eurodeputa­to e iscritto allo stesso gruppo dei Conservato­ri inglesi di David Cameron: «Ora occorre una rinegoziaz­ione complessiv­a che riguardi anche l’ Italia. Dovremo stare attenti: il peso del debito pubblico è una fragilità e ci offre minori margini rispetto al Regno Unito», dice. Anche per lui, però, non è il momento del referendum.

P.E.R.

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy