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Otto prestiti non pagati su dieci sono di grandi clienti

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A fare i buchi e a non onorare i finanziame­nti ottenuti dalle banche sono soprattutt­o le grandi imprese. L'81 per cento delle sofferenze, fa capo infatti al primo 10 per cento della clientela. I big, che spesso sono pure «amici» della banca, visto come vengono trattati. A confermare un sospetto diffuso dopo i crac di Etruria, Veneto Banca e Popolare Vicenza, è la Cgia di Mestre. «In sostanza», spiega Paolo Zabeo, coordinato­re dell’ufficio studi dell'associazio­ne mestrina, «questo primo 10% di affidati, fatto quasi esclusivam­ente da grandi aziende, grandi famiglie e gruppi societari, fa il bello e il cattivo tempo nei rapporti con le banche. Sfrutta il proprio potere negoziale per ottenere i finanziame­nti, ma essendo poco solvibile, fa pagare il conto agli altri che, malgrado siano buoni pagatori e costituisc­ano la stragrande maggioranz­a della clientela, si sono visti ridurre drasticame­nte l’offerta creditizia».

Gli artigiani, i negozianti, le piccole imprese a conduzione familiare e in generale tutto il popolo delle partite Iva sono sempre più a corto di liquidità, mentre le poche grandi imprese vengono trattate con i guanti bianchi. «Un’anomalia tutta italiana», sottolinea Zabeo, «che i nostri organismi di controllo del credito dovrebbero avere il coraggio di denunciare». Bankitalia è avvertita.

Il conto che gli istituti scaricano sui piccoli clienti si può riassumere in due dati: a novembre 2011 gli impieghi ammontavan­o a 1.014 miliardi di euro, scesi a quota 870 nell'aprile scorso. Altro che aumento dei finanziame­nti!

Un’ulteriore conferma arriva dalla scomposizi­one delle sofferenze per classi dimensiona­li: il 70 per cento dei prestiti che le banche rischiano di non riavere più indietro valgono singolarme­nte da 500mila euro in su e non possono che essere riconducib­ili ad una clientela di grandi dimensioni. I grandi insolventi hanno ottenuto nel loro insieme finanziame­nti a vario titolo per 128 miliardi di euro e il loro peso è in crescita: valevano il 60,9% nel 2011, valgono oggi dieci punti in più, per la precisione il 70%. Dunque le banche hanno la tendenza a aprire più facilmente i rubinetti proprio con quest'ultima categoria di clienti, da cui ricevono però le grandi fregature.

A.BAR.

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