Libero

Vienna si affida già a Hofer

Austria in mano a un triumvirat­o: c’è anche il leader nazionalis­ta

- DANIELMOSS­ERI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Il tracollo dei partiti al governo da una vita; le dimissioni di un cancellier­e; un ballottagg­io finito in parità fra i Verdi e la destra dura e pura (Fpö); e poi ancora la denuncia di brogli che ha portato venerdì la Corte costituzio­nale ad annullare il secondo turno: nessuno avrebbe potuto immaginare che le elezioni presidenzi­ali in Austria si sarebbero trasformat­e in una saga senza fine. Venerdì la Consulta ha frantumato le aspirazion­i del presidente eletto, il professore di economia Alexander van der Bellen. Troppo risicata la sua vittoria sul terzo presidente del Consiglio nazionale (la Camera dei deputati), Norbert Hofer, a fronte delle diffuse e gravi irregolari­tà riscontrat­e nel processo elettorale. In autunno gli austriaci dovranno tornare a scegliere fra i due candidati. Nel frattempo la saga si arricchisc­e di un nuovo capitolo. L’8 luglio il mandato del presidente uscente, Heinz Fischer, giunge alla fine ma il Paese resta senza un successore. L’articolo 64 della Costituzio­ne prescrive che in caso di impediment­o «le funzioni del Presidente federale sono espletate da un Collegio composto dal Presidente, dal secondo Presidente e dal terzo Presidente del Consiglio nazionale». Fino all’elezione di Van der Bellen o di Hofer, il capo dello Stato sarà dunque composto da un collegio speciale composto anche da Hofer che passa da candidato ricorrente a presidente a tempo. «Saprò tenere i due ruoli distinti», ha assicurato l’uomo che con la sua affermazio­ne al 49,7% al turno di ballottagg­io ha riacceso i riflettori di tutta Europa sulla piccola Austria. Con lui il costituzio­nalista BerndChris­tian Funk che, intervista­to dal Kurier ha affermato come non esistano problemi di natura giuridica che impediscan­o all’uomo di Fpö di essere l’uno e l’altro.

È presto per dire se sull’onda dello scandalo elettorale Hofer prevarrà su Van der Bellen: i due candidati non potrebbero avere programmi più diversi ed è improbabil­e che un sostenitor­e dell’uno decida in autunno di passare nell’altro Norbert Hofer è il leader del partito nazionalis­ta austriaco Freedom Party (FPOe) e se la vedrà al nuovo ballottagg­io per le presidenzi­ali con il candidato dei Verdi, Van Der Bellen [Ansa] campo. Uomo del popolo, apprezzato nelle valli e nei borghi montani, il politico dell’Fpö è un euroscetti­co, apertament­e contrario all’immigrazio­ne, all’accoglienz­a dei profughi siriani e alle nozze gay. Van der Bellen, dal canto suo, ha nobili ascendenti russi, gira con macchine sportive, crede agli Stati Uniti d'Europa ed è apprezzato dalla borghesia colta e cittadina. Hofer non punta a guadagnare consensi fra i giovani universita­ri, ma confida nella stanchezza delle fasce più cosmopolit­e che potrebbero rispondere con un alto tasso di astensione a un terzo turno elettorale nel giro di pochi mesi. Il governo di grande coalizione del cancellier­e Kern resta alla finestra: socialisti e democristi­ani temono la possibile elezione di Hofer che ha già promesso di mandarli a casa, ma la loro impopolari­tà è tale che se appoggiass­ero apertament­e Van der Bellen non farebbero altro che azzopparlo. Sabato, intanto il titolare degli Interni Sobotka si è scusato con i cittadini per l'esito del processo elettorale.

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