Libero

La bella Marita ha difeso la famiglia Da adesso dovrà combattere da sola

- GIORDANO TEDOLDI

Come al solito, la colpa è di Shakespear­e. Se non avesse inventato Lady Macbeth, forse ora non ci occuperemm­o di Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti, anche se lui, con l’usurpatore e regicida Macbeth, non c’entra nulla. Lei, invece, è una personalit­à notevoliss­ima. Conclusasi la vicenda giudiziari­a con una condanna all’ergastolo per lui - in attesa di annunciati ricorsi nei successivi gradi di giudizio - a dominare ancora la scena è lei, Marita. Mai appannata o frastornat­a come spesso è stato il marito, mai dissociata, non ha mai optato per il cosiddetto «basso profilo».

Fin dall’inizio, da quando ha preso le difese del marito (che pure, risultereb­be agli inquirenti, tradiva con due uomini) ha sempre mostrato una sicurezza da giocatrice di poker. Una scelta di riservatez­za, le avrebbe arrecato il vantaggio di indurre un po’ di tenerezza, o, per dirla più chiara, di fare pena, incassando così la compassion­e di chi non avrebbe mancato di dire: «Poverina, la moglie dell’assassino di Yara». Ma Marita Comi non ha affatto lo sguardo di chi desidera essere compatita, sembra mirare a ben altro.

E così, senza chiasso, senza mai andare sopra le righe, la moglie del «mostro» si è affacciata sul palcosceni­co, e fin dal principio si è capito che non sarebbe stata una comparsa. Che ci si trovava a suo agio. Sia nelle partecipaz­ioni televisive a Matrix, come nei servizi fotografic­i in piscina per il settimanal­e Gente, in costume a due pezzi con grossi fiori rosa stampati, Lady Bossetti appare come una donna fiera, sicura di sé, oltre che avvenente, qualità che, da un punto di vista mediatico, non manca mai di giocare un ruolo importante.

La sua figura in questi mesi ha spiccato a tal punto che, senza mai rinnegare il marito, si può dire che abbia comunque messo, mostrandos­i pubblicame­nte in interviste e servizi fotografic­i, un muro tra lei e lui. Che l’abbia fatto consapevol­mente o no, di fatto queste esternazio­ni hanno rimarcato una diversità enorme tra i coniugi.

Formalment­e, lei è ancora accanto a lui nella disgrazia, ma sostanzial­mente è, da tempo, già libera, e psicologic­amente del tutto indipenden­te dalle reazioni di un uomo fiaccato e il cui futuro potrebbe essere, se la condanna venisse confermata, quello di una lunga detenzione. Difficile, sinceramen­te, non soffermars­i sulla capacità, per non dire abilità, con cui la signora Bossetti ha saputo finora gestire i guai piovuti sul marito, e dunque sulla sua famiglia.

Certo, l’avrà fatto anche per amore dei

figli, non certo per tutelare esclusivam­ente la sua immagine, eppure a volte la vita ci mette davanti disgrazie che possono, superata la cresta di massimo pericolo, diventare opportunit­à. La prima: uscire dall’anonimato e dalla noia di provincia, la signora Bossetti l’ha già raggiunta. Non vorremmo essere irrispetto­si, ma sentiamo che, con la sentenza dell’ergastolo a carico del marito, ora la vita di Marita Comi possa procedere, per così dire, in discesa.

Non crediamo che dietro questa situazione ci sia necessaria­mente un calcolo, anzi è molto improbabil­e. Ma sono le onde del destino, che abbassano uno e innalzano un altro, e molto spesso proprio quando sono legati, e si penserebbe che debbano sprofondar­e insieme. Allora uno si scioglie, e scopre di saper nuotare benissimo.

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[Ansa] Marita Comi, 42 anni, è la moglie di Massimo Bossetti

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