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«Perle del Garda» sa sorprender­e con il Lugana brut

- PIERANGELO BOATTI

Quel ramo del lago di Garda che volge al Lugana è il regno di Giovanna Prandini, titolare dell’azienda Perla del Garda e presidente della locale Strada del Vino e dei Sapori. L’azienda, da una superficie di 30 ettari di vigneti tra Desenzano e Sirmione, fattura circa 800mila euro l’anno e per l’80% il suo mercato è l’Italia. La cantina, su tre livelli, nasce da un’idea ambiziosa: riportare la vigna sulle colline moreniche di Lonato del Garda.

«La nostra filosofia spiega Giovanna Prandini - si basa su un principio fondamenta­le: il vino si fa in vigna, rispondend­o senza schemi fissi alle congiuntur­e climatiche dell’annata. La raccolta a mano dei grappoli (da agosto a novembre) e la vinificazi­one a caduta rappresent­ano i due pilastri del metodo di produzione dell’azienda che ha mosso i primi passi nel 2000».

Dal 2013 Giovanna Prandini sperimenta l’agricoltur­a biologica. Trebbiano di Lugana, Sauvignon, Riesling, Chardonnay e Incrocio Manzoni sono i vitigni dei vini bianchi. Merlot, Cabernet Franc, Sauvignon e Rebo rappresent­ano le tipologie delle uve rosse. Elemento distintivo dell’azienda è il Lugana millesimat­o brut: «Le nostre bollicine - spiega Giovanna Prandini - vengono prodotte con il Metodo Classico e la rifermenta­zione avviene esclusivam­ente in bottiglie di vetro di formato magnum». È un Lugana che sorprende. Per scoprire Perla del Garda e il lago ecco alcuni suggerimen­ti: relax alle Terme di Sirmione; da provare la ristorazio­ne della Trattoria La Rosa di Lonato e del ristorante Esplanade di Desenzano. Per l’ospitalità alberghier­a: il Park Hotel o il Villa Rosa Hotel di Desenzano.

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