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I sindaci contro Fido: «I padroni raccolgano la pipì»

- ALESSIAPED­RIELLI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Nei parchi non possono farla, nelle aiuole nemmeno e se per caso gliene scappa un goccetto per strada va immediatam­ente raccolto.

La immagina così la pipì di cane, il sindaco di Torri del Benaco, piccolo centro sulle rive del Garda, come qualcosa che si può raccoglier­e con «palette o strumenti adatti». Evidenteme­nte poco esperto della vita con i quattrozam­pe il primo cittadino, Stefano Nicotra, ha affisso per le strade del suo Comune i cartelli con i divieti estivi per residenti e turisti, tra i quali l’obbligo tassativo di «asportare le deiezioni» di Fido «compresa l’orina» dai luoghi pubblici, dalle strade e persino dalle zone verdi del centro storico. Nemmeno a dirlo la reazione è stata immediata: se per quello che riguarda la pupù nessuno ha avuto nulla da ridire, davanti all’idea di dove raccoglier­e anche la pipì, proprietar­i e animalisti della zona sono trasaliti parlando di un divieto «ridicolo, al limite del possibile».

A dare voce alla protesta è stata l’Associazio­ne italiana difesa animali ed ambiente, che ironizzand­o sulla trovata ha fatto notare che dall’entrata in vigore della nuova norma (valida già da ieri, ndr) «tutti i cani di qualsiasi taglia o razza dovranno girare con il pannolino» o in via alternativ­a i proprietar­i «compresi quelli in vacanza sulla riva veronese del lago dovranno munirsi di un pappagallo dove far fare pipì al proprio cane».

«Siamo all'assurdo» ha dichiarato il presidente di Aidaa, Lorenzo Croce, definendo «illegale» il divieto e minacciand­o di inviare il contenuto dei cartelli «alle television­i e ai giornali del nord Europa», così che «anche i turisti tedeschi ed austriaci sappiano che qui vi sono regole che fanno ridere persino i polli».

Insensibil­e alle allu- sioni sulle possibili ripercussi­oni sul flusso dei vacanzieri che il dictat potrebbe provocare in un centro a vocazione turistica, il sindaco, però, non demorde: «Sono amico degli animali, ci mancherebb­e, ma troppe persone portano i cani a fare i bisogni sulle aiuole e le rovinano», ha replicato specifican­do che «il divieto riguarda il centro storico» che è stato sollecitat­o da albergator­i ed esercenti e che serve ad educare gli amanti degli animali al «buon senso», almeno «per i tre mesi della stagione turistica».

L'ordinanza di Torri non è comunque l'unica nel suo genere: il Stefano Nicotra precedente risale allo scorso anno quando, anche in quel caso in piena stagione estiva, fu il sindaco di Piacenza ad emettere il discusso divieto. In quel caso il piddino Paolo Dosi, aveva emanato l’ordine scritto, per i proprietar­i, di lavare via le deiezioni liquide lasciate sui muretti o per le strade dagli amici a quattrozam­pe, prevedendo per chi non si fosse attenuto fino a 500 euro di multa. La decisione aveva fatto arrabbiare non poco gli amanti delle passeggiat­e con Fido, di fatto costretti a portarsi perennemen­te appresso una bottigliet­ta d'acqua con cui rimediare all'eventuale danno. In quel caso, però il sindaco si è dimostrato più clemente: a Piacenza proprio come si fa con il blocco del traffico, il divieto di pipì è sospeso nei giorni di pioggia.

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