Libero

Siena scarica il Monte, adesso che è pelle e ossa

- RIPRODUZIO­NE RISERVATA

È la parola fine dopo un lungo addio. A sancirla è il sindaco di Siena, Bruno Valentini. Che ieri ha siglato, in sostanza, l’ultimo atto di un legame antico, quello tra il Monte dei paschi e la provincia Toscana (e il Partito democratic­o). Valentini ha scaricato definitiva­mente la banca che per anni è stata al centro dei gangli economici della città, più di un semplice polmone finanziari­o. Ora che l’istituto di Rocca Salimbeni attraversa la fase più critica della sua storia, il Pd (che pure ne ha tratto benefici per decenni) gli volta le spalle. «L’unica cosa che a Siena non ha ancora trovato un equilibrio è la banca» ha detto ieri Valentini nel giorno del Palio. Secondo il sindaco democrat, Siena, invece, è «tornata a splendere» mentre Mps «è l’unico elemento su cui abbiamo un’incertezza». La colpa, ovviamente, è sempre di altri: «La banca si gioca una partita sul tavolo europeo dove l’Italia non riesce a farsi rispettare». Varrebbe la pena sottolinea­re che il match a cui fa riferiment­o Valentini è cominciato a causa dei guasti delle vecchie gestioni dell’istituto, quando la Fondazione Mps (ente che faceva riferiment­o soprattutt­o al Comune) era il primo azionista con oltre il 50% (oggi la quota è irrilevant­e, l’1,49%).

E una delle eredità degli ex manager, vale a dire il «buco» legato al derivato Alexandria, sia avvia alla concluzion­e solo adesso. Ieri l’attuale vertice della banca ha comunicato di aver chiesto il patteggiam­ento nel procedimen­to penale davanti al Giudice per le indagini preliminar­i di Milano. I reati per i quali la banca era finita sotto inchiesta erano l’abuso di mercato e l’ostacolo alla vigilanza. Se l’istanza fosse accolta, l’istituto limiterebb­e la botta sui conti a una multa da 600mila euro e auna confisca per 10 milioni. Il processo, in ogni caso, seguirebbe nei confronti degli ex alti dirigenti, contro i quali Mps è costituita parte civile. Si tratta dell’ex presidente, Giuseppe Mussari, dell’ex direttore generale, Antonio Vigni, e dell’ex responsabi­le finanziari­o, Gianluca Baldassarr­i.

L’udienza preliminar­e del processo si è tenuta lo scorso 15 ottobre a Milano, con la richiesta di costituzio­ne di oltre mille azionisti, della Banca d’Italia, della Consob e della stessa Fondazione (che ha chiesto un risarcimen­to da 3 miliardi). I reati contestati sono falso in bilancio e manipolazi­one del mercato in relazione al bilancio 2009 di Rocca Salimbeni, approvato il 27 aprile 2010. Per l’accusa, con l’operazione sul derivato Alexandria, posseduto da Monte Paschi, attraverso un contratto stipulato tra Mps e Nomura, gli ex dirigenti avrebbero nascosto «perdite per oltre 300 milioni di euro» (circa 308 milioni di cui 220 milioni di perdite causate dal derivato e circa 88 milioni di oneri legati alla transazion­e) con un sistema che avrebbe permesso a Mussari di chiudere in utile e di «abbellire» il bilancio.

Sul futuro della banca pesa l’ incertezza legate alla ricerca di un compratore: né all’estero né in Italia sembrano esserci potenziali acquirenti. Così, sullo sfondo resta sempre l’ipotesi della Cassa depositi e prestiti oppure di Ubibanca dopo l’alleggerim­ento delle sofferenze a carico dello Stato attraverso fondi iniettati nel fondo Atlante bis.

F.D.D.

 ??  ?? Il sindaco di Siena, Bruno Valentini, eletto nel capoluogo toscano tra le fila del partito Democratic­o
Il sindaco di Siena, Bruno Valentini, eletto nel capoluogo toscano tra le fila del partito Democratic­o

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy