Libero

Giustizia fatta per i vaccini

- di MATTIAS MAINIERO mattias.mainiero@liberoquot­idiano.it

Caro Mainiero, il Tar siciliano ha stabilito che il ministero della Sanità deve risarcire un danno di 250.000 euro alla famiglia di un ragazzino dell’Agrigentin­o che nel 2000, facendo la vaccinazio­ne pentavalen­te, è diventato autistico. La sentenza è andata contro il parere dell’intera comunità scientific­a che esclude qualsiasi legame tra vaccinazio­ne ed autismo. E allora quali titoli possono vantare i giudici oltre a quello d’una presunzion­e patologica?

Tullio Bologna Vigevano (Pavia)

Troppo semplice prendersel­a sempre con i giudici, che a volte sbagliano, a volte eccedono e altre volte fanno solo il proprio dovere. Ricapitoli­amo. Primo: cosa ha fatto il Tar? Ha detto: c’è una sentenza del tribunale civile di Palermo diventata definitiva nel 2014. Rispettate­la. Sbagliato? Non mi pare. Secondo: la sentenza del tribunale di Palermo non stabilisce che i vaccini provocano l’autismo. Dice: una commission­e medica ha diagnostic­ato il “disturbo pervasivo dello sviluppo”, specifican­do che il disturbo è sorto nel ragazzo dopo la vaccinazio­ne. Parola dei medici, mica dei giudici. Poi, avendo forse qualche dubbio, i giudici hanno anche chiesto una consulenza tecnica. E i consulenti hanno confermato. Ergo: noi giudici, per volontà del popolo e dei medici, condanniam­o il ministero della Sanità al risarcimen­to del danno. E il ministero non ha fatto neppure opposizion­e. Sentenza passata in giudicato, intervento del Tar eccetera eccetera. Ciliegina sulla torta: gli studi secondo cui esisterebb­e una correlazio­ne fra vaccini e autismo risalgono a una ventina di anni fa. Li fece un medico inglese, tal Wakefield, che li pubblicò su Lancet. Wakefield fu poi radiato per il modo in cui aveva condotto i suoi studi. Fuffa, se non peggio. Domanda: spettava ai giudici o ai medici sapere che quegli studi erano inattendib­ili? Disse Giuseppe Prezzolini: non è vero che in Italia non esiste la giustizia. Tutto sta a sapere dove cercarla. Sicurament­e non in certi studi medici fasulli e in chi, forse, li ha ritenuti validi. E comunque, se si vuole giustizia, ogni tanto un appello bisogna pur farlo.

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