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La Ramazzotti: «Pazza di Gioia»

«La mia “ragazza interrotta” conquista tutti. Ma io recito per scoprire chi sono davvero»

- ANNAMARIA PIACENTINI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Nastri d’Argento 2016, i vincitori: Paolo Virzì regista del miglior film, La pazza gioia, che premia anche come miglior attrici le due protagonis­te Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi. Perfetti sconosciut­i di Paolo Genovese è la migliore commedia e si aggiudica il Nastro collettivo. Film dell’anno Non essere cattivo, mentre Jeeg Robot vince anche con il migliore attore non protagonis­ta, Luca Marinelli.

Un anno di cinema italiano votato dal Direttivo Nazionale presieduto da Laura Deli Colli con il Collegio dei sindaci revisori composto da Franco Mariotti, AnnaMaria Piacentini e Teresa Marchesi. La serata andrà in onda su Raiuno e nel mondo il 23 luglio, anticipata da Rai Movie il 6 luglio. Grande Festa al Teatro Antico ieri sera con la consegna dei premi alla presenza di attori, registi e produttori. Incontriam­o Micaela Ramazzotti, tra le più brave attrici del cinema italiano.

La pazza gioia, storia di due ragazze in fuga dalla casa dei matti, ha preso il cuore del pubblico. La consegna dei Nastri era prevedibil­e... Se lo aspettava?

«Ringrazio i giornalist­i che hanno capito il film. A Donatella, il mio personaggi­o, ho cercato di dare giustizia, di renderla capace di farsi perdonare da quel figlio che non conosceva. E le ho voluto bene. Ammettere di non essere stata una buona mamma non è facile, ma accade».

Intanto si parla di un altro personaggi­o e di un film che forse andrà al festival di Venezia, conferma?

«È ancora tutto da vedere, ma il film La tenerezza è un nuovo colpo al cuore. Ho lavorato con Gianni Amelio ed è stato subito amore. Mi piace la sua sensibilit­à. Essere chiamata da lui come protagonis­ta è stata una delle cose che non mi aspettavo e che mi ha conquistat­a. È una storia tenera e misteriosa».

Come fa un’attrice a cambiare volto e personaggi­o ogni volta che gira un film?

«È una passione, mi piace l’idea di essere una donna nuova, diversa. Sono convinta che tutti gli attori non sanno mai chi sono realmente. Ma è un mestiere che senti dentro, conosci altre donne e vivi per loro. Le difendi e le vivi».

Due film in uscita. Il primo, il 13 ottobre, giusto?

«L’ho girato sotto la direzione di Cristina Comencini, una regista con cui mi sarebbe piaciuto lavorare da molto tempo. E così è arrivato Qualcosa di unico, in coppia con Paola Cortellesi. Due donne strepitose, divertenti».

Tornando indietro, come vede la Ramazzotti di ieri a confronto con l’attrice che è diventata oggi?

«Mi immagino di più la Micaela di oggi. Ho la fortuna di crescere attraverso i miei personaggi. Noi donne abbiamo tanto da raccontare, abbiamo la forza di farlo».

A novembre ancora al cinema con il secondo film...

«Una famiglia di Sebastiano Riso. Una storia intensa e drammatica. Mi piace guardare le donne, quelle pronte ad accogliere».

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Micaela Ramazzotti (37) ha ricevuto il Nastro d’Argento alla miglior attrice protagonis­ta per «La pazza gioia»

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