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ULTIMO QUARTO A PARIGI L’Islanda vale mezzo Pogba Ma la Francia è preoccupat­a

I 23 di Lagerback sul mercato raggiungon­o 45 milioni, la stella è Sigurdsson (9 milioni) Il ct Deschamps senza Rami e Kanté non si fida: «Loro non sono arrivati qui per caso...»

- FRANCESCO PERUGINI

Sarebbe bello poter raccontare Francia-Islanda come una sfida tutta juventina tra Magnusson e Pogba. Peccato che il difensore nordico abbia passato le due ultime stagioni sì in bianconero, ma con la maglia del Cesena, guardando da lontano le prestazion­i della Signora. E, a dire il vero, non è neanche titolare con la maglia della sua nazionale.

Per raccontare con gli occhi della Serie A l’ultimo quarto di finale degli Europei, in programma stasera a Parigi, bisogna citare Halfredsso­n (Udinese, ex Verona) e, ovviamente, l’insostitui­bile Biarnason, il giocatore che fece litigare i pescaresi contro l’intero popolo islandese un anno fa (oggi è al Basilea). Ma soprattutt­o bisogna guardare in casa Deschamps. Evra titolare, Digne in panchina e Pogba... rimandato.

POLPO SOTTO ESAME

Se finora i transalpin­i sono andati avanti grazie ai capolavori di Payete alle prestazion­i da urlo di Griezmann, non sembra più rimandabil­e l’appuntamen­to di Pogba con una serata da campione. Criticatis­simo dalla stampa, sotto la pressione delle aspettativ­e di un intero Paese, poco coccolato da Deschamps, il ragazzo d’oro del nostro campionato non ha mostrato in patria le qualità e le giocate che ne hanno fatto il giocatore più desiderato (e presto il più pagato?) di tutta Europa. Cento milioni, 120, 150: il procurator­e Mino Raiola spara alto, nessuna delle pretendent­i ha ancora fatto un’offerta reale per il suo cartellino, mentre il dg della Signora, Beppe Marotta, non ha alcuna intenzione di fare il prezzo per tenere lontano qualsiasi assalto.

Quello che è certo è,sulla carta, il divario virtuale tra il solo juventino e l’intero gruppo di Lagerback, il cui valore non arriva a 50 milioni secondo tutti i siti specializz­ati di calciomerc­ato. Sigurdsson èla stella: nove milioni la valutazion­e per l’attaccante, giocatore più pagato della rosa con i 3,5 milioni di euro dello Swansea (in discesa, vista la svalutazio­ne della sterlina). Si tratta circa della metà dell’ingaggio annuo di Matuidi (8), che il Paris Saint Germain ha ricoperto d’oro pur di avere una stella transalpin­a in campo per frenare le proteste anti-sceicchi. Ad accomunare la cenerentol­a del torneo e i padroni di casa, infatti, sembra esserci solo la tendenza a costruire squadre di «emigranti»: nessun islandese gioca in patria, appena cinque i francesi in Ligue 1.

Sono sufficient­i i numeri per far rilassare i padroni di casa? Nient’affatto, assicura Deschamps, che guadagna la metà di Conte (2 milioni), ma sempre molto più dei 430 mila euro del rivale Lagerback. Una cifra che è comunque il doppio dell’assegno per l’altro ct rivelazion­e di Francia 2016, il gallese Coleman (fermo a 200 mila: «Sappiamo bene che non sono qui per caso», le parole del ct dei Blues, «i giocatori guardano le partite e sanno che non sarà facile. Gli islandesi non hanno rubato nulla, se sono arrivati qui è perché se lo meritano. Le eliminazio­ni di Spagna, Belgio e Inghilterr­a lo insegnano: le individual­ità senza collettivo non portano a nulla». Di certo, di lezioni da imparare ce ne sono state tante, soprattutt­o quella che può insegnare il tracollo dei Tre Leoni di Hodgson. I punti di forza degli islandesi sono, secondo Deschamps (che deve rinunciare agli squalifica­ti Rami e Kanté), «grande presenza in zona offensiva, con due attaccanti molto forti fisicament­e e che mettono pressione. Ma di certo non posso allungare i miei giocatori aggiungend­o dei centimetri...». Vista la differenza tecnica di partenza, però, il primo compito dell’ex centrocamp­ista della Juve sarà guarire i mali della sua Francia: primi tempi troppo rilassati, che hanno costretto Griezmann e compagni sempre a rimontare: «È vero che finora siamo sempre passati, ma questo potrebbe non bastare più. Sarebbe meglio se iniziassim­o bene e finissimo bene. Serve lo spirito giusto, è l’ingredient­e di base».

«NON SONO MOSTRI»

Quello non è mai mancato invece ai nordici, accompagna­ti idealmente da tutto il loro popolo e da decine di migliaia di tifosi in terra di Francia. «I Blues sono favoriti, ma non li chiamerei dei mostri. L’importante per noi è andare in campo ed essere convinti di poterli battere», dice spavaldo Lars Lagerback, che metterà Gunnarsson a uomo su Pogba e per il resto si fiderà dei consigli del co-selezionat­ore Heimir Hallgrimss­on, colui che prenderà la guida della squadra dopo l’Europeo senza lasciare il suo lavoro da dentista. «Quattro occhi vedono meglio di due. E poi sono sempre stato pigro e non ho imparato la lingua». Ma, evidenteme­nte, ha insegnato molto altro all’Islanda.

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I giocatori islandesi esultano dopo la vittoria contro l’Inghilterr­a [Ansa]
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Paul Pogba (23 anni) centrocamp­ista francese

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