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Cento metri di terrore: Bolt ko a un mese da Rio

Il re dello sprint si infortuna ai trials giamaicani, Giochi a rischio Il 22 luglio nel test di Londra dovrà dimostrare di essere in forma

- MATTEO SPAZIANTE RIPRODUZIO­NE RISERVATA

I Giochi di Rio rischiano di perdere il protagonis­ta più atteso. Usain Bolt, infatti, è in bilico: una lesione al bicipite femorale ha messo ko lo sprinter giamaicano. E, come se non bastasse l’infortunio, c’è anche un problema regolament­are.

Bolt si è fermato durante i campionati nazionali giamaicani, l’evento principale per strappare il pass per le Olimpiadi. Dopo aver vinto la semifinale dei 100 agilmente in 10”04, il 29enne si è fermato, per un problema che si portava dietro da alcuni giorni.

LA DIAGNOSI

La diagnosi è stata effettuata subito dallo staff medico: lesione di primo grado al bicipite, i campionati nazionali sono già finiti. «Avevo già avvertito qualche fastidio dopo il quarto di giovedì - le parole Bolt - e il fastidio, dopo la semifinale, è diventato dolore. Mi sono fatto subito visitare dal responsabi­le sanitario e a quel punto ho presentato richiesta di esenzione per la finale e il resto dei Trials».

Per sua fortuna, i Trials giamaicani non sono come quelli Usa, dove serve assolutame­nte ottenere il risultato per strappare il pass per i Giochi. Bolt infatti può essere ancora convocato, a patto che dimostri di essere tornato in perfetta condizione fisica. Ultimo test? A Londra, nella Diamond League del 22 luglio prossimo (dove dovrebbe correre i 200). «Mi sottoporrò immediatam­ente ai necessari trattament­i per poi dimostrare, come richiesto – ha spiegato Bolt -, una ritrovata condizione in occasione del meeting di Londra del 22 luglio. Lì spero di conquistar­e un posto nella delegazion­e per l’Olimpiade». Nel frattempo, però, il Comitato Olimpico giamaicano dovrà aver fornito già una prima lista degli atleti (entro il 18 luglio), motivo per cui Bolt dovrà probabilme­nte dimostrare anche prima di poter essere in grado di correre.

A Rio lo sprinter inseguirà un record non da poco: provare a diventare il primo uomo a vincere per tre volte di fila 100, 200 e 4x100. Tutto però ora dipende dalle sue condizioni fisiche, anche se difficilme­nte la Giamaica potrà rinunciare al suo atleta di punta. Per verificare la reale gravità dell’infortunio e iniziare le terapie, Bolt dovrebbe in questi giorni volare in Europa dal suo medico di fiducia, il tedesco Hans-Wilhelm Muller Wohlfahrt, impegnato nel frattempo anche con la Germania a Euro2016. E dal «santone» (che gli ha curato nel passato i problemi alla schiena che ha avuto fin da piccolo) si era recato anche nel maggio scorso, sempre per un problema al bicipite femorale. La speranza è che le cure particolar­i di Wohlfahrt (tra creste di gallo e sangue di vitello) rimettano in sesto Bolt in breve tempo.

ECCO BLAKE

Intanto, approfitta­ndo dell’assenza del campione, nei 100 dei trials giamaicani si è rivisto Yohan Blake, campione del mondo nel 2011 e argento ai Giochi di Londra nel 2012, negli ultimi anni però quasi scomparso tra infortuni e problemi vari. Il 9”95 con cui lo sprinter classe ’89 ha conquistat­o il secondo titolo nazionale fa anche ben sperare verso Rio: magari anche senza Bolt, la Giamaica può riuscire a spuntarla anche questa volta.

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