Libero

Lavoro costa al Comune 20 mila euro

Il percorso da piazza Ferrari a piazza Scala è pieno di barriere architetto­niche

- CLAUDIAOSM­ETTI

Non riusciva a raggiunger­e il luogo di lavoro per la presenza di barriere architetto­niche lungo il tragitto che regolarmen­te doveva fare, così il Comune di Milano ha dovuto rimborsare C. A. C., un cittadino disabile, con un assegno di 20mila euro e impegnarsi a rimuovere quegli stessi ostacoli che lo mettevano in difficoltà.

Il procedimen­to è iniziato nell’ottobre del 2014, ma il diretto interessat­o ha intascato quel «danno morale patito» solo qualche giorno fa, quando la determina targata Palazzo Marino ha chiesto «cortesemen­te di liquidare» quanto dovuto «entro e non oltre il 30 giugno».

Per C. A. C., vien da pensare, quel percorso da piazza Cardinale Andrea Ferrari (zona Ticinese) a piazza della Scala, qualche chilometro che la metro gialla copre in neanche 20 minuti, stava diventando un inferno. Così ha citato il Comune «per l’accertamen­to dell’esistenza di barriere architetto­niche in alcune zone centrali della città», e l’ha avuta vinta.

«Milano negli ultimi anni è stata la prima città a censire le barriere architetto­niche presenti sul territorio», ricorda il neo assessore alla Sicurezza della giunta Sala, Carmela Rozza, che fino a un mese fa si occupava di Lavori pubblici nel team arancione di Pisapia: «Dal 2013 a oggi abbiamo investito 10 milioni di euro all’anno per il loro abbattimen­to, ma è un lavoro lungo, che non può essere fatto in poco tempo».

Già: l’adeguament­o è graduale e riguarda sia le strade che la linea dei trasporti pubblici. «Contempora­neamente all’opera di asfaltatur­a abbiamo provveduto a creare gli scivoli laddove non c’erano», continua Rozza, «e lo stesso ha fatto Atm (la società milanese di bus e tram, ndr) via via che sistemava le stazioni dei tram. A oggi possiamo dire che più del 50% delle fermate, però, va adeguato agli standard normativi: certo c’è ancora molto da fare, ma il punto di partenza su cui abbiamo iniziato a lavorare era davvero disastroso».

Ne sa qualcosa Marco Rasconi, presidente della sezione milanese della Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità: «È stato fatto molto, ma non possiamo fermarci adesso, soprattutt­o il centro necessità di adeguament­i. L’anno scorso, per esempio, abbiamo promosso la creazione di dieci percorsi accessibil­i per i turisti che venivano a Milano con Expo». Un’altra cosa che è stata decisa, nel piano regolatore del 2014, è la possibilit­à di mettere una piattaform­a mobile fuori da ristoranti e bar senza Le difficoltà dei diversamen­te abili non deambulant­i non dipendono solo dalle barriere architetto­niche quali mancanza di scivoli o ascensori delle misure giuste ma anche dal manto stradale non sempre a posto [Ftg]

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