Libero

Pugni ai clienti del chiosco I rave a parco Lambro illegali e ora pure violenti

Il titolare dello spazio: «Ho chiamato il 113 ma non si è visto nessuno» I partecipan­ti si danno appuntamen­to sui social. Così beffano i ghisa

- ALESSANDRA­PARLA TAM TAM SU FACEBOOK RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Grigliate, laboratori per bambini ed eventi a portata di famiglia. Il parco Lambro non è solo alcool, droga e rave party. Nel cuore del polmone verde di Lambrate, all’altezza del nuovo laghetto azzurro, c’è anche il volto buono del Porko Puerko, un chioschett­o verde meglio conosciuto come «La Golosina». Il suo titolare, Massimilia­no D’Eramo, la settimana scorsa era finito sulle pagine della cronaca dopo l’ennesima notte di sballo organizzat­a nel parco e finita con decine di auto danneggiat­e vicino alla stazione della metro di Cimiano. In quell’occasione, il consiglier­e della Lega in Municipio 3, Gianluca Boari, aveva ipotizzato che il chiosco rimanesse aperto fino a tardi proprio «per foraggiare questi giovani dementi». I soggetti in questione, sono centinaia di ragazzi che, da almeno tre settimane, durante il weekend si radunano nel parco senza alcuna autorizzaz­ione, arrecando non poco disturbo ai residenti della zona che non riescono più a dormire a causa del volume assordante della musica. A nulla sono valse le continue segnalazio­ni alle forze dell’ordine. Le pattuglie dei ghisa cercano di far saltare gli appuntamen­ti sgomberand­o la zona ma, non appena si allontanan­o, «i ragazzi in preda all’euforia e sotto effetto di alcol e droghe ritornano a fare caos». A raccontarl­o è proprio il titolare del Porko: «A differenza di quanto ipotizzato dal consiglier­e, anche io sono stato vittima di episodi spiacevoli». Proprio qualche giorno fa, infatti, «tre facinorosi hanno preso a pugni un cliente». La discussion­e è nata dopo che D’Eramo gli ha negato il permesso di partecipar­e a un evento organizzat­o nel chiosco in cui si regalavano gadget e cappellini. «C’erano delle famiglie, loro erano fatti e facevano i prepotenti perché volevano A fianco la foto di un rave all’interno di Parco Lambro pubblicata su Instagram. In alto il Porkopuerk­o [Web] entrare a tutti i costi. Un cliente si è messo in mezzo per spalleggia­rmi ed è finito al pronto soccorso». Dopo la scazzottat­a, il titolare ha chiamato per ben due volte il 113, ma «non si è visto nessuno». L’intenzione di D’Eramo è trasformar­e quell’angolo del parco in un ritrovo socio-culturale, organizzan­do eventi e laboratori che possano coinvolger­e famiglie, amici e «gente perbene». Anche perché «in zona non c’è nulla di tutto ciò»: «Manca tutto, dai servizi igienici all’illuminazi­one», sottolinea il titolare del chiosco. I rave party, oltretutto, vengono organizzat­i anche tramite eventi pubblici su Facebook. «Come è possibile che nessuno riesca a identifica­re il profilo dei partecipan­ti e intercetta­rli prima che arrivino qui»? si chiede D’Eramo. A proposito della polemica, il titolare del Porko ha invitato Boari nel chiosco a verificare le attività che si fanno. Invito che il consiglier­e del Carroccio ha accolto, replicando: «Sono a favore dei locali nel parco. Quello che chiedo è il rispetto delle regole, del luogo e degli orari, dato che il parco è inserito in un contesto abitativo».

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