Libero

Convegno a Bari sull’Epatite C

- (W. C.)

Sono circa 300 mila le persone diagnostic­ate con epatite C, ma questa patologia ne ‘interessa’ molte di più, con un ‘peso’ economico per il Ssn che si attesta intorno al miliardo di euro l’anno. Ne hanno discusso istituzion­i, clinici e pazienti riuniti al Convegno ‘Epatite C, esperti a confronto nella Regione Puglia’, realizzato grazie al contributo incondizio­nato di AbbVie. «Ad oggi in Italia sono stati curati oltre 48 mila pazienti. In Puglia, l’impatto della malattia in termini epidemiolo­gici comporterà per i Centri specializz­ati l’esigenza di affrontare con le nuove cure un numero sempre crescente di pazienti, basti pensare che i pugliesi in trattament­o con i nuovi farmaci per l’epatite C sono 5 mila - dichiara Gioacchino Angarano, ordinario di Malattie Infettive e direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinic­o Consorzial­e di Bari - pazienti la cui gestione può essere molto complessa a causa delle diverse tipologie, quali ad esempio i pazienti con cirrosi scompensat­a, coloro che hanno ricevuto il trapianto di fegato e i pazienti con co-infezione da virus dell’HIV». «La sola cosa da fare è l’abbattimen­to totale dei criteri di eleggibili­tà e la contempora­nea introduzio­ne di linee guida che indichino come ‘unica’ priorità di trattament­o l’urgenza clinica e sociale, come già avviene in altri Paesi, in cui non esistono limitazion­i di accesso ai farmaci innovativi anti HCV. Ciò porterebbe enormi vantaggi sia per il paziente che avrebbe così certezza di sapere ‘quando’ e non ‘se’ sarà curato e per il medico che tornerebbe ad avere la capacità decisional­e sulla scelta terapeutic­a da far seguire», sostiene Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus.

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