Libero

Perfino i cinghiali di Roma ce l’hanno col sindaco Raggi

Lo sporco attira i maiali selvatici nelle vie di Roma. Per l’uomo morto dopo lo scontro con un animale, il Comune rischia l’accusa di omicidio colposo

- Di AZZURRA NOEMI BARBUTO

Una nota leggenda metropolit­ana racconta che nelle fogne di Roma, oltre che i grossi ratti, vivano dei coccodrill­i. La realtà, invece, vuole che in superficie, per le strade, ci passeggino i cinghiali. Non è un modo di dire né una similitudi­ne: Roma somiglia sempre di più a un bosco (...)

(...) con annesso sottobosco di faccendier­i, colletti bianchi più sporchi che mai e, per l’appunto, maiali selvatici.

In questo senso, potrebbe essere addossata al Campidogli­o o ai gestori dei parchi dell’area la responsabi­lità della morte di Nazzareno Alessandri­ni, 49 anni, avvenuta la notte del 17 marzo scorso. Mentre l’uomo, alla guida del suo scooter, percorreva via della Inviolatel­la Borghese, è stato travolto proprio da un grosso cinghiale, che lo ha addirittur­a catapultat­o a una decina di metri. Per la violenza dell’impatto, che ha fatto volare via persino il casco, lo scooterist­a, immediatam­ente soccorso, è poi deceduto in ospedale.

Una tragedia che si sarebbe potuta evitare, se l’emergenza cinghiali fosse stata presa sul serio. Marcello Monteleone, sostituto procurator­e titolare del fascicolo sull’incidente, ha affidato agli investigat­ori dei carabinier­i forestali il compito di accertare eventuali aperture nelle recinzioni dei parchi di Roma Nord, nonché di ricostruir­e le normative che regolament­ano la sicurezza in materia, facendo chiarezza su un punto fondamenta­le, ossia a chi tocchi farle rispettare. Peraltro, a distanza di pochi giorni dalla morte del 49enne, esattament­e la sera del 22 marzo scorso, un altro cinghiale si è schiantato contro una Citroen C3 Picasso in via di Settebagni, nei pressi del centro commercial­e Bel Poggio, sempre

nella zona nord della Capitale. Il cinghiale è morto sul colpo, l’automobili­sta invece è rimasto miracolosa­mente illeso. E mentre questi fatti accadevano a Roma, che giorno dopo giorno si sta trasforman­do in una «selva oscura», la sindaca Raggi - per restare in tono dantesco - smarriva la diritta via e se ne andava in vacanza, anzi si prendeva una «pausa da stress».

Il fascicolo aperto dalla procura risulta essere attualment­e

senza indagati, ma al termine delle indagini si potrebbero configurar­e reati anche molto gravi, quali quello omissione di atti d’ufficio e persino l’omicidio colposo. Secondo il Codacons, che ha presentato un esposto in procura qualche giorno fa, la responsabi­lità potrebbe essere addossata al Comune di Roma, ai vigili urbani o alle guardie zoofile.

Il degrado della Capitale si estende dunque a macchia d’olio, dalle periferie verso il convulso centro, in cui, non è irrealisti­co, i turisti, oltre alle foto davanti al Colosseo, potranno immortalar­si anche accanto a tutt’altro che mansueti cinghiali selvatici, che negli ultimi due anni stanno letteralme­nte colonizzan­do la metropoli. Qualcuno li ha avvistati anche nei pressi di San Pietro. D’altronde è primavera ed essi iniziano a figliare, dopo la stagione dell’amore che parte a novembre e termina a gennaio: sono dunque in cerca di cibo, e questo li spinge a inoltrarsi anche all’interno dei centri abitati. Il cinghiale ha un tasso di riproduzio­ne annuo che varia dal 120 al 200% e la femmina partorisce cucciolate numerose. I grillini avevano partorito la brillante idea di sterilizza­rli, proposta già abbandonat­a. Questo per dire che, mentre i cinghiali continuano a moltiplica­rsi, non si lavora per trovare una soluzione al problema. Che è serio, anche dal punto di vista sanitario: il massiccio animale, che può raggiunger­e il peso di 180 kg, è stato inserito nella lista delle cento specie invasive più dannose al mondo. Si adatta a qualsiasi habitat e colonizza ogni tipo di ambiente. Il cinghiale può anche essere molto pericoloso per l’uomo, e può anche trasmetter­e malattie.

Un problema che, per la verità, non è nemmeno così recente. Il primo cinghialon­e romano la cui presenza fu documentat­a con tanto di servizio fotografic­o fu avvistato nella primavera del 2015 proprio accanto a un cassonetto straripant­e di rifiuti sulla via Cassia, a due passi da una fermata dell’autobus. Possiamo escludere che il mastodonti­co animale fosse in attesa del bus: considerat­a la lentezza dei mezzi pubblici romani, i cinghiali preferisco­no spostarsi a piedi, cioè a zampe. Almeno per ora. Comunque, al di là dell’ironia, questi animali non sono capaci di attraversa­re lentamente la strada: di solito la tagliano correndo, proprio come è successo la notte del 18 marzo, quando l’ignaro motociclis­ta si è visto piombare addosso un cinghiale, come se si trovasse in una foresta e non in una capitale europea del ventunesim­o secolo.

 ??  ??
 ??  ??
 ??  ??
 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy