Libero

Quella protesta contro le bombe

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Nel coro di solidariet­à agli Stati Uniti dopo i bombardame­nti in Siria in seguito all’attacco con le armi chimiche, del quale l’Occidente ha accusato Assad, c’è stata un’unica stecca. E proveniva proprio dalla Svezia. «È importante che gli atti abbiano una base giuridica. Il bombardame­nto solleva dubbi sul fatto che sia compatibil­e con il diritto internazio­nale. La questione deve quindi tornare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che deve assumersi la responsabi­lità di una soluzione politica duratura». Così, infatti, si esprimeva il ministro degli Esteri svedese Margot Wallstrom.

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