Libero

Gli azzurri vogliono il listone, ma Salvini frena

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Sulla geometria di quel «centro-destra unito, compatto, a trazione liberale, che può davvero vincere e cambiare l’Italia», Silvio Berlusconi sfuma. Non parla esplicitam­ente di un listone che tenga dentro Fi, Lega, Fdi e chi altro vuole entrarci, ma “apre” agli alleati, tenendosi aperte tutte le possibilit­à.

Il Cavaliere ha incontrato negli ultimi due giorni molti profession­isti e attivisti delle associazio­ni di categoria, ha promesso a loro che «almeno metà candidati alle prossime Politiche» saranno espression­e del loro mondo ed ha recapitato un messaggio al coordinato­re forzista in Abruzzo, Nazario Pagano, perchè lo leggesse nel corso di una manifestaz­ione intitolata “l’Albero della libertà”, come lo schema di programma al quale l’ex premier lavora da settimane. «Proponiamo nessuna tassa sulla prima casa, nessuna imposta di succession­e e nessuna tassa sulla prima automobile, meno Stato e meno Europa», ha ricordato il leader di Fi. Che poi, però, ha rilanciato la sua recente idea di «una pensione per le mamme» e che «le minime siano di almeno mille euro per tredici mensilità». Tutte queste mosse sono studiate per recuperare l’elettorato femminile, che il suo partito ha un po’ perso per strada nell’ultimo decennio.

Non c’è solo l’ottimismo, però. Perchè agli azzurri il leader di Fi non nasconde le difficoltà del partito «rimasto al verde a causa di leggi liberticid­e, trucchi che gli impediscon­o di finanziarl­o come vorrebbe» e chiede a tutti di contribuir­e con «lo strumento del 2 per mille nella dichiarazi­one dei redditi» e di convincere altri a dare una mano.

È Giovanni Toti, suo consiglier­e politico e governator­e della Liguria, a sostenere invece chiarament­e la necessità di «un listone» che però «non si chiami sovranista» e vada per oltre la semplice sommatoria dei due o tre partiti che tali si sono definiti. L’ipotesi sembra convincere tutti i dirigenti settentrio­nali di Fi. «Crediamo nell’unità del centrodest­ra e per le elezioni politiche tutto dipenderà dalla legge elettorale», puntualizz­a però Mariastell­a Gelmini, coordinatr­ice regionale lombarda. «Forza Italia è per un sistema proporzion­ale, ma siamo pronti a discutere, non ci spaventa nessun sistema», aggiunge. In caso di premio maggioranz­a al partito, sarà necessario un listone, diversamen­te no.

Frena con decisione il leader del Carroccio. «Quello del listone di centrodest­ra e' un tema che non mi appassiona; spero che si voti il prima possibile perché partiti unici, listoni unici e legge elettorale sono dibattiti per chi ha tempo da perdere...», ha tagliato corto, parlando con i giornalist­i nel corso del Salone del Mobile di Milano. Fratelli d’Italia aveva aperto all’ipotesi di una lista unica

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