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Renzi azzanna Grillo «Niente lezioni da un pregiudica­to»

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A testa bassa contro Beppe Grillo. Matteo Renzi alza i toni e gioca sul terreno delle inchieste della magistratu­ra. «Tutti i politici tendono a tenere bassa» la vicenda giudiziari­a, «io no, voglio sapere come va a finire, noi - ha detto l’ex primo ministro in un incontro per le primarie a Firenze - siamo diversi dagli altri e la bandiera onestà non la lasciamo a un partito fondato da un pregiudica­to». A parte l’attacco al leader dei 5 Stelle, l’ex sindaco di Firenze ha parlato della corsa alla segreteria del Pd. «Noi le primarie non le facciamo contro Andrea Orlando o Michele Emiliano, noi le facciamo per l'Italia, e semmai contro un modello come quello di Grillo o Salvini». Il dente che duole, però, è sempre il referendum: e Renzi ha ammesso la clamorosa sconfitta sul web dove il «no» ha vinto 87 a 13. «È colpa mia - ha ammesso - se non siamo stati in grado di mettere sulla rete un’organizzaz­ione uguale e più forte degli altri».

Intanto, ieri ha fatto un passo in avanti la riforma sulla «Buona scuola»: sono stati approvati, infatti, otto decreti attuativi, che riformano anche la maturità e l’accesso all’insegnamen­to. Per la verità era prevista anche un’altra delega, che riguardava la revisione del testo unico sulla scuola, ma per questa sarà varato un ddl specifico e successivo. Ora le nuove regole dovranno essere attuate. E questo sarà il banco di prova più importante. Non tutte le novità decolleran­no immediatam­ente. La nuova maturità a esempio - 2 scritti invece di 3, 40 crediti invece di 25 al percorso dell’ultimo triennio, attività di alternanza scuolalavo­ro e svolgiment­o della prova Invalsi requisiti di ammissione all’esame debutterà nel 2019. Il prossimo giugno i ragazzi dell’ultimo anno delle Superiori sosterrann­o l’esame di fine ciclo con le modalità di sempre. soltanto giovedì, limitandol­a ad una ipotesi di scuola «nel caso non si cambi la legge elettorale».

Il presidente di Fi ha inoltre fatto sapere, nel corso di alcune riunioni tenute a Palazzo Grazioli, di essere disponibil­e ad alcuni blitz nelle città dove si voterà a giugno, a farsi qualche «passeggiat­a» in sostegno dei candidati del centrodest­ra, quasi dappertutt­o unitari. Dopo le Comunali, il 5 novembre, è in programma un altro appuntamen­to intermedio importante, cioè le Regionali in Sicilia. Giusto ieri è stata scelta la data. Il governator­e Rosario Crocetta intende ricandidar­si e, come sostiene il coordinato­re siciliano di Noi con Salvini, Alessandro Pagano, anche lì, «il centrodest­ra unito ha le carte in regola per vincere».

R.P.

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