Libero

DNA DA TIRATARDI

Il «gene dei gufi» sposta il ciclo sonno-veglia Una scusa perfetta per chi ama la vita di notte

- ALESSANDRO DELL’ORTO RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Da anni ci sentiamo ripetere - con tono disgustato e sguardo pateticame­nte severo - che siamo solo dei lazzaroni. Dei tiratardi. Dei perditempo, svogliati, pigri, balordi e via così, con un crescendo di insulti che ogni volta si conclude inevitabil­mente con un ubriaconi.

Ce lo dicono con cattiveria e arroganza (ma anche con una buona dose di involontar­ia comicità visti i termini utilizzati...), ma soprattutt­o con tanta fretta perché loro - senza i quali ovviamente il mondo non andrebbe mai avanti - non hanno tempo da perdere «che ormai è tardi e si è fatta una certa e c’è da andare a letto presto perché la sveglia è all’alba come sempre e bisogna essere superattiv­i e ciao mi raccomando non fare l’alba come al solito». Già, te la menano e quando stai per spiegare che vivere la notte tutto sommato è piacevole e peraltro non costituisc­e alcun tipo di reato, che andare a letto tardi ti permette di rilassarti maggiormen­te e che dormire qualche ora in più tutte le mattine fa bene alla salute, si sono già dileguati. Spariti. Scomparsi senza un saluto e - affronto ancora più grave - senza aver bevuto l’ultimo bicchiere in compagnia.

E tu resti lì, a godertela ovviamente, ma con in testa il fastidio di essere considerat­o - senza motivo e per l’ennesima volta - un lazzarone tiratardi perditempo svogliato pigro balordo e pure ubriacone. Sì, anni e anni di affronti e insulti, ma ora - evviva - è finalmente arrivato il nostro momento. La nostra rivincita.

Perché una ricerca della Rockefelle­r University pubblicata sulla rivista “Cell” spiega che chi va a letto sempore tardi e la mattina fatica ad alzarti presto potrebbe avere un difetto genetico (mutazione) a carico del gene “CRY1”. Tradotto, noi amanti delle ore piccole e del poltrire mattutino avremmo, nel nostro Dna, un gene che rallenta l’orologio interno spostando in avanti il ciclo sonno/ veglia al punto che molti arrivano ad avere un vero e proprio disturbo del sonno definito negli Stati Uniti come “Disturbo della fase del sonno ritardato”. Sì, insomma: più che sfaticati siamo dei malati.

Ma come si è arrivati a questa fondamenta­le e rivoluzion­aria (per noi) scoperta? Gli esperti sono partiti dall’osservazio­ne di un gruppo di volontari rimasti chiusi per due settimane in appartamen­ti-laboratori­o in cui nessuno aveva accesso a informazio­ni sull’ora del giorno o della notte: tutti, quindi, si trovavano ad affrontare le 24 ore, compresa la cadenza dei pasti, seguendo sempliceme­nte i propri ritmi naturali. Beh, il risultato è stato che quasi tutti i volontari mantenevan­o cicli sonno-veglia e orari dei pasti piuttosto normali a parte una persona, cui era stato precedente­mente diagnostic­ato il disturbo di fase del sonno ritardato, che tendeva ad addormenta­rsi tardi e svegliarsi tardi. Ed ecco la svolta: analizzand­o il suo DNA i ricercator­i hanno trovato la mutazione a carico del gene “CRY1”, già noto per la sua influenza sui ritmi sonno/veglia (circadiani) dell’organismo.

Non solo. Gli esperti poi hanno consultato database genetici e hanno trovato altri individui portatori della stessa mutazione, calcolando così che questo “gene dei gufi” è piuttosto frequente: ogni 75 persone c’è qualcuno che ce l’ha. E che, probabilme­nte, di notte fa tardi con altri malati come lui, che lo capiscono e gli fanno compagnia.

E allora, forse, sarebbe il caso di iniziare a cambiare punti di vista nei confronti dei lazzaroni tiratardi perditempo svogliati pigri balordi e pure ubriaconi: il barista, per noi con il “CRY1” difettoso, sarebbe meglio chiamarlo medico e gli alcolici medicine. E poi basta insultarci, per cortesia, perché le persone che hanno problemi di salute devono stare tranquille e, ovvio, vanno lasciate riposare più a lungo degli altri. Soprattutt­o di mattina.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy