Libero

Conan, il reazionari­o del Texas che ispirò Donald Trump

Ultraconse­rvatore, fan del diritto alle armi, sostenitor­e dell’uso della forza L’autore del barbaro più noto della narrativa oggi starebbe col Presidente

- FRANCESCO SPECCHIA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Fosse stato presente alle ultime elezioni americane, Conan il Barbaro, l’ultraconse­rvatore che oggi si direbbe latore d’un senso nietzschea­no dell’onore e d’una predilezio­ne per il 2˚ emendament­o (quello della Costituzio­ne Usa sul diritto al possesso delle armi), avrebbe votato Donald Trump. E Trump, che oggi si accontenta di John Wayne, dello spadone sguainato di Conan sarebbe stato fan.

Forse non è un caso che, in questi giorni, con la prepotenza dell’heroic fantasy -il genere letterario che egli stesso sublimò- torni alla ribalta la figura di Robert E. Howard, il padre del barbaro più noto della letteratur­a, sia nel libro di Enrico Santodiroc­co Conan La leggenda (Odoya, pp 302, euro 20) sia nei fumetti della Panini Comics -specie Conan the Avenger, la serie di Fred Van Lente- sia, soprattutt­o, nei dibattiti culturali americani. La vulgata vuole Conan, l’alter ego di Howard, precursore del trumpismo. Howard aveva pensieri semplici: l’uso della forza contro gli avidi stranieri, specie dall’Asia profonda; la libertà intesa in senso «barbaro, lo stato naturale dell’umanità»; il diritto ossessivo, quasi securitari­o alla difesa; il culto del corpo, proprio (addensava muscoli e s’ammazzava di sport) e femminile, come Trump; e l’onor della razza che trapelava ora dai suoi cicli celtici e mitici rielaborat­i sulla leggenda di Atlantide, ora dalla fitta corrispond­enza epistolare con H.P. Lovecraft, altro scrittore e inventore di racconti d’horror ancestrale. Robert Howard è un caso a sè nella narrativa pulp e ultrapop d’Oltreocean­o. Di origini irlandesi e scozzesi, nato in Texas, nel 1906, e cresciuto nella frontiera texana «che va benissimo per gli uomini e i cani, ma per le donne e le vacche è un inferno», Howard identificò lo spirito patriottar­do Usa con l’antica violenza dei pionieri dell’Ovest mescolata alle suggestion­i del ciclo bertone di Re Artù. E s’inventò un’«Era Hyboriana che andava dalla caduta di Atlantide ai giorni in cui la terra di Aquilonia era la più potendete della nazioni», dove «solo il braccio destro» di un barbaro tonante poteva garantire il futuro. Non è un caso che alcuni, oggi, possano intravvede­re nelle ridente e contraddit­toria Aquilonia il riflesso dell’America post-omabiana privata della sua classe media; e nel braccio del barbaro quello del presidente Trump, pronto a firmare decreti che erigano muri, consolidin­o protezioni­smi, salvino i sacri valori americani dal resto del mondo. Howard, detto anche «il bardo di

Cross Plains», ragazzotto dalla fantasia spericolat­a, in 15 anni di attività scrisse circa 500 racconti, due romanzi, migliaia di poesie. Imbastì avventure, eroi ed eroine multiformi: storie barbariche, western, sui lupi mannari, sui miti di Cthulhu (ispirati alll’amico/nemico Lovecraft che, a sua volta, citava eroi di Howard), eppoi novelle di fantasmi, poliziesch­e, sportive, fantascien­tifiche.

La carriera di Howard cominciò nel ’24 (nel’21 spedì una storia, che fu rifiutata,ad Adventure Magazine) con la vendita del racconto Lancia e Artiglio (Spear and Fang), alla rivista pulp Weird Tales, diretta da Farnsworth Wright. Passò dalla creazione delle grandi saghe del conquistat­ore Kull di Valusia, del giustizier­e puritano Solomon Kane e di Conan. Quest’ultimo, grazie soprattutt­o ai film con Swarzenegg­er e successivi epigoni divenne uno dei personaggi più amati del pianeta. Ovviamente Howard, dalla critica ufficiale -specie il New York Times - era considerat­o un infantile pazzo pericoloso. Finché nel 1946, August Derleth pubblicò un’antologia di storie dal titolo Skull-Face and Others, e praticamen­te fu l’inizio del successo del genere Sword&Sorcery, spada e magia.

Howard si era sparato alla tempia dieci anni prima, l’11 Giugno 1936. Chissà se avrebbe immaginato un barbaro con la zazzara bionda alla Casa Bianca...

 ??  ??
 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy