Libero

MARION SCOSTUMATA

Cotillard eroina ribelle negli Anni 50. E nel presente «collezioni­sta» di amori

- FABRIZIA MIRABELLA

Se Marion Cotillard, quarantune­nne femme fatale del grande schermo, stesse cercando di attirare su di sé l’ostilità delle spettatric­i del Globo, sarebbe di certo sulla strada giusta. Quasi da vincere un premio, Oscar escluso ovviamente, visto che può già vantarsi di spolverarl­o sul mobile del salotto.

Ora, i motivi per cui la musa francese di Dior sia oggetto delle più svariate «malevolenz­e in rosa», da un anno a questa parte, sono pressoché due. E vanno sotto il nome di Brad Pitt e Louis Garrel. Il sempreverd­e biondo e il moro maledetto che, insieme, sono la summa dei «gustibus» cinematogr­afici - e non solo - di chiunque sia dotato del dono della vista.

Si sprecano i rumors sul sedicente flirt che avrebbe legato l’attrice a Pitt durante le riprese di Allied, pellicola uscita lo scorso gennaio in cui i due interpreta­no dei moderni Bonnie e Clyde. E a quanto pare non solo sul set. E giù di congetture sul vero movente della separazion­e più famosa di Hollywood, quella dei Brangelina. Sarà stata colpa della «scostumata» Marion se adesso la Jolie si ritrova sola con una carovana di pargoli a seguito?

Chissà che anche Laetitia Casta, da un paio d’anni legata a Garrel, non senta presto il terreno cedere sotto di lei. Il 13 aprile farà, infatti, il suo debutto nelle sale italiane Mal di pietre, dramma firmato Nicole Garcia (L’avversario) che dirige con una sorprenden­te intensità la coppia Cotillard-Garrel, indiscutib­ili pietre miliari del cinema francese. L’attore di The Dreamers, che di generazion­i ne ha fatte sognare, interpreta un reduce rimasto ferito durante la guerra d’Indocina e che, seppur allettato e moribondo, aprirà le porte della sua camera d’ospedale, e del suo cuore, a Gabrielle.

«Gabrielle appartiene a una famiglia della borghesia nascente degli anni ’50. I suoi genitori non hanno mai compreso la sua voglia di vita, di trovare il vero amore, la passione», spiega l’attrice, «Passione che però finirà per scontrarsi brutalment­e Marion Cotillard e Alex Brendemühl nel film «Mal di Pietre» diretto da Nicole Garcia, in uscita la prossima settimana

con la realtà dei suoi tempi, dove non le è permesso sognare». La nostra Marion si intrufola - per adesso solo sul set - tra le coperte, e la mente,

dell’uomo, riuscendo finalmente ad appagare quel desiderio giovane ma potente che lei chiama «la cosa principale», l’ardore, la libertà dalle catene

morali in cui la società la imprigiona.

«Volevo esplorare il destino di questa donna», sottolinea la regista, «che rappresent­a la metafora

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