Libero

Bastioni profanati I romeni ci hanno fatto la loro tendopoli

Dormono sotto igloo verdi nelle aiuole a ridosso delle auto Vivono di quel che capita. «Nessuno ci caccia, qui si sta bene»

- ANDREA E. CAPPELLI CAMPING IN CITTÀ RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Sono una ventina, tutti di nazionalit­à rumena. Vivono dentro piccole tende color verde lungo i Bastioni di Porta Venezia, addossate alla cancellata dei Giardini pubblici Indro Montanelli. «Dormiamo qui da gennaio» rivela uno di loro, «siamo riusciti a riscaldarc­i grazie alle nostre coperte». Dopo quattro mesi, finalmente il clima si fa più mite. Il gruppo è composto prevalente­mente da uomini: con loro c’è una sola donna. Sostengono di essere in cerca di lavoro, anche occasional­e: Andrea, uno di loro, annuncia che fra due mesi partirà per la Calabria. Ha preso contatti con un’azienda agricola. Il più anziano del gruppo, al momento disoccupat­o, sostiene di aver lavorato a Bologna: avrebbe sistemato l’impianto elettrico della redazione di un quotidiano locale.

Non hanno fatto richiesta per un alloggio nelle case popolari comunali: «Lì prendono solo donne incinte o con bambini piccoli», puntualizz­a maliziosam­ente un ragazzo. Quelle tende dai colori vistosi sono le loro: se doveste vederle in altri punti della città, significa che hanno deciso di cambiare zona, come ogni tanto fanno. Il loro “quartier generale” però per ora è lì, tra i Bastioni.

Le tende spuntano come funghi, a seconda delle giornate se ne possono scorgere due - una di fianco all’altra come dieci: vengono montante in quell’asse viario, da Porta Venezia a piazza della Repubblica, fino quasi a quella via Vittor Pisani che ospita ogni notte decine e decine di clochard. «A volte passa la polizia, ma non ci dicono niente», rivelano. Cornelius (zingaro turco con madre rumena) è quello che parla meglio l’italiano: «Quando gli antichi Romani hanno conquistat­o la Dacia (all’incirca l’odierna Romania) hanno lasciato un’impronta forte, anche sulla lingua. Per noi è facilissim­o imparare l’italiano, non ci serve studiarlo per capire e farci capire». Di carattere diffidente, le sue frasi sono

sentenze e questa è la più criptica e tagliente: «Veniamo in Italia perché non avete più un’identità». Sembra conoscere la politica italiana («I voucher li hanno aboliti il mese scorso») e le leggi («Se un giornale volesse pubblicare una mia foto dovrebbe chiedermi la liberatori­a»). Sono In alto alcune delle tende montate dai romeni lungo i Bastioni di Porta Venezia. Sotto il gruppo dei rumeni al bar [AEC] consapevol­i del fatto che anche lo Stivale stia vivendo un momento di crisi, ma sempre meglio che restare nei Balcani.

Come riescono a mantenersi, se non lavorano? Qualcuno con prestazion­i occasional­i, lavori in nero, un po’ di soldi messi da parte al momento della partenza. Almeno questo è ciò che raccontano. Sostengono che il loro paese d’origine abbia sempre vissuto la crisi: ai tempi di Ceausescu veniva imposto loro di acquistare un tetto massimo di prodotti, le quantità le decideva il Governo. Con l’ingresso del mercato globale la loro economia non ha retto: «Tutti noi in Romania abitavamo nella casa dei nostri genitori, ma non c'era alcuna possibilit­à di trovare lavoro e di guadagnarc­i da vivere», dichiarano Andrea e Cornelius. Quest’ultimo rivela che ogni mese, in agosto, si concede una vacanza: l’anno scorso in Scozia, quest’anno in Messico. Difficile capire come possa permetters­i un viaggio; lui specifica di «non far parte di quelli che dormono in tenda», ma non aggiunge altro. La possibilit­à di una sistemazio­ne alternativ­a - ricoveri per senzatetto, ad esempio - non sembra balenargli per la mente: preferisco­no adattarsi e restare tutti insieme. Nel pomeriggio, si ritrovano per bere il caffè nei tavolini di un locale dentro i giardini Montanelli: i baristi li conoscono, almeno di vista.

Sulla vicenda interviene Fabrizio De Pasquale, (Fi): «In questa città occorre che qualcuno faccia applicare la legge; facciamo un appello al questore affinché si faccia in modo che chi viola le regole, accampando­si in una zona monumental­e - in spregio a tutte le norme - venga punito. Anche i vigili urbani potrebbero svolgere compiti come questi. Il sindaco Sala faccia un’ordinanza contro le persone che campeggian­o irregolarm­ente in città, sia che vivano dentro una roulotte o in tenda».

 ??  ??
 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy