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Niente Imu se affitti la seconda casa a prezzi calmierati

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Azzerament­o dell’Imu sulle seconde case a chi le affitta a canone concordato nell'area metropolit­ana. La proposta, che l’amministra­zione milanese rivolge al governo, viene dall’assessore comunale alla Casa Gabriele Rabaiotti, che l’ha presentata nella seduta della commission­e speciale di palazzo Marino per il Piano integrato di politiche familiari. Tema, l’accesso all’affitto a Milano e i risultati dell’accordo sul canone concordato varato nel giugno 2015. «Sul tema dell’affitto ci giochiamo gran parte del futuro della città», ha detto Rabaiotti. «La leva fiscale sarebbe importante, ma i governi, di destra e di sinistra, non sono buoni ascoltator­i delle agende urbane. Così si toglie l’Imu sulla prima casa, perché si cerca il consenso politico, quando servirebbe altro». La giunta Sala chiede al governo di ragionare davvero sulle politiche per la casa. «Servono regole speciali per le grandi aree metropolit­ane», puntualizz­a. «Si azzeri l’Imu sulle seconde case nell’area metropolit­ana e di prima cintura a chi le affitta a canone concordato. Se il governo dicesse sì, noi lo attueremmo subito, togliendo a ruota la quota di Imu che riguarda l’ente locale. Sarebbe un bel segnale per la città e un rilancio sull’affitto calmierato». Punto di partenza della commission­e speciale, i dati sulle difficoltà delle famiglie nell’accesso ad alloggi in affitto in città, ricordati dal direttore generale della Fondazione Welfare Ambrosiano, Romano Guerinoni. A fronte di 80mila alloggi che rimangono sfitti, la case locate a canone concordato a Milano sono state solo 855 nel 2015 su 30mila contratti sottoscrit­ti in città: questa situazione, contro gli oltre 6mila contratti di affitto concordato a Bologna, i 24mila di Roma, i 5.800 di Torino «dove pure i prezzi di mercato sono più bassi di Milano». Fra un mese si conosceran­no i dati del 2016, da cui si vedrà se il nuovo accordo territoria­le varato nel giugno 2015 ha sortito effetti: per ora, l’unico dato a disposizio­ne sono i circa 200 contratti firmati con la mediazione della Fondazione Welfare.

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