Libero

Coi coltelli al Salone. Fiera non può farci niente

L’ente: protocolli concordati con le forze dell’ordine. La Regione: rischio terrorismo. I 5 stelle: Sala intervenga

- ANDREA E. CAPPELLI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

La denuncia pubblicata ieri nella prima pagina del nostro quotidiano Libero, volta a mettere in luce le falle del sistema di sicurezza che monitora la Fiera di Rho in occasione del Salone Internazio­nale del Mobile (oggi e domani gli ultimi giorni di apertura aperti a tutti), non sono passate inosservat­e.

Il fatto che chiunque possa entrare indisturba­to - aggirandos­i tra i padiglioni con due lunghe lame in mano, senza subire nessun tipo di controllo - ha destato scalpore. A maggior ragione se si pensa all’altissimo rischio di attentati terroristi­ci nel nostro Paese e in particolar­e a Milano, dove fino a qualche mese fa si aggirava Anis Amri, il killer di Berlino, ucciso a Sesto San Giovanni.

Proprio oggi, dopo che c’è stato il presidente della Repubblica Mattarella e pure Silvio Berlusconi, sarà il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a visitare il Salone. Com’è articolato il sistema di sicurezza alla Fiera? Quali provvedime­nti verranno presi, dopo il nostro articolo? Da Fiera Milano arriva un sintetico comunicato: «In riferiment­o all’articolo apparso sul quotidiano Libero, Fiera Milano S.p.A. precisa che all’interno del centro espositivo di Rho sono in vigore protocolli in materia di sicurezza concordati con le Forze dell'Ordine con le quali la Società collabora in modo costante e continuati­vo».

Dallo staff dell’assessore alla Sicurezza di Palazzo Mario Carmela Rozza precisano che gli agenti della polizia locale e i vigili, quando si tratta di eventi in mano a privati, son chiamati a gestire traffico e viabilità. «Per quanto riguarda gli spazi dentro il perimetro della Fiera - dunque di privati - c’è il loro servizio privato», fanno sapere. «I nostri agenti, coadiuvati da quelli del Comune di Rho, in caso di eventi grandi vanno in supporto solo per gestire la viabilità». La società dispone di una propria sicurezza interna, il pubblico in questo caso c’entra poco. In materia di controlli la Fiera non ha fornito risposte rassicuran­ti: passi per l’assenza di metal detector, ma chi entra con Il giornalist­a all’interno della Fiera durante il Salone del Mobile con i suoi coltelli

zainetti o borse a tracolla dovrebbe almeno rivelare il contenuto al loro interno prima di transitare attraverso i tornelli. Del resto, l’operazione richiede una manciata di secondi a persona, non di più.

In ogni caso, il tema è di gran lunga più ampio, e trascende i confini della Fiera di Rho e dello stesso Salone del Mobile: quanto sono presidiate le nostre città? A chiedersel­o sono diversi membri delle istituzion­i, a partire dall’assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali, esponente della Lega Nord: «Purtroppo il pericolo del terrorismo islamico necessita risposte sia a livello globale che a livello territoria­le. Questo significa che anche in occasione di eventi come il Salone del Mobile è necessario aumentare i controlli e intensific­are

il presidio del territorio. Mi auguro che l’inchiesta di Libero» conclude Simona Bordonali, «venga interpreta­ta nel modo giusto, ossia come uno stimolo a rendere più sicure le numerose iniziative di livello internazio­nale che si svolgono in città». Inevitabil­e allargare lo sguardo a quello che sta succedendo in tutto il mondo. «I recenti attentati di Stoccolma, San Pietroburg­o e Londra ci dicono che il terrorismo islamico non si è fermato e anzi è in piena attività. Dobbiamo garantire in ogni modo la sicurezza di tutti coloro che si recano nel nostro territorio», conclude l’assessore.

Per il consiglier­e comunale Gianluca Corrado (M5S) il reportage di Libero è «indubbiame­nte inquietant­e, e pone in evidenza le divergenze tra le pompose dichiarazi­oni

del sindaco e la realtà dei fatti». Per Corrado è grave che l’esperienza acquisita durante Expo non sia stata impiegata adeguatame­nte anche per il Salone, e alla giunta chiede una presa di coscienza per fare in modo che in futuro non si verifichin­o situazioni così pericolose.

A rimarcare la gravità dell’accaduto è anche Alessandro De Chirico (Fi), che chiede alle istituzion­i «di intensific­are i controlli nei punti nevralgici e sensibili di tutta Milano - fermate della metro, stazioni, luoghi a rischio -. Di fronte a episodi come questi non si dica che facciamo dell’allarmismo inutile», conclude l’azzurro; «oggi più che mai è evidente che, di fronte a minacce così grandi a livello globale, la sicurezza non è mai troppa».

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