Libero

I condomini indebitati di via Padova

Fino a 1,5 milioni di euro non pagati e degrado. Il Comune: presto vigili di tutti i colori

- CLAUDIA OSMETTI

Alla fine ha capitolato anche la sinistra. In via Padova, a Milano, i problemi ci sono. Condomini indebitati che hanno accumulato un debito che sfiora i 1,5 milioni di euro. Integrazio­ni mai decollate veramente, un via vai di extracomun­itari che tiene in scacco il quartiere da anni. Lo ha ammesso, a denti stretti, pure il delegato alle periferie di Giuseppe Sala, Mirko Mazzali: «Dobbiamo cambiare passo e cercare di avere una visione sperimenta­le», ha commentato ieri durante l’incontro pubblico promosso dal gruppo SinistraxM­ilano del Municipio 2 sul tema del disagio abitativo e sociale della zona. «Credo che in passato su via Padova sia stata fatta tutta una serie di interventi che però sono stati spot». Come a dire: belle parole e poco più. Ad ascoltare chi ci vive tocca rimboccass­i le maniche, e anche in fretta.

Degrado, situazioni al limite, senso di insicurezz­a. In quei quasi 5 chilometri della parte nord della città c’è veramente di tutto: e i 35mila abitanti non dormono sonni tranquilli. Tra loro si contano più di 10mila extracomun­itari, a fare la lista delle nazionalit­à presenti c’è da perdere il conto. Così a lanciare l’allarme sono proprio i milanesi che ogni giorno combattono con i problemi più pratici. Giovanni Massari, che amministra un condominio in via Cavezzali, non le manda a dire: «Da noi l’italiano è una lingua straniera, il settimo piano del palazzo è disabitato ed è diventato un bagno pubblico». I colleghi rincarano la dose: «Problemati­che di natura tecnica, economica e giuridica sono all’ordine del giorno», incalza Roberto Venrando (via Padova 82), mentre Gabriele Paduano (via Crespi) va dritto al punto: «Sono le autorità che non fanno niente, noi non abbiamo né soldi né potere. Manca la volontà di fare qualcosa». Un militare in presidio a via Padova [Ftg]

Dalle parti di Palazzo Marino deve essere fischiata qualche orecchia. Mazzali ha parlato di una «sfida per far si che l’amministra­zione abbia una regia forte con tutti gli assessorat­i coinvolti». «Io uno sportello per la

mediazione dei conflitti in via Padova ce lo vedrei proprio bene», ha chiosato. Sulla stessa linea l’assessore comunale alla casa Gabriele Rabaiotti: «Qui da solo non ce la fa nessuno, vale la pena sperimenta­le una forma

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