Libero

T-shirt radioattiv­a in discarica Caccia all’uomo che la portava

Il sindaco invita gli abitanti a farsi avanti: chi sa parli, c’è il rischio contaminaz­ione

- FABIO RUBINI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

(...) solo giovedì. In quei giorni il camion del Clir (il consorzio di raccolta rifiuti della Lomellina) passa per il consueto giro tra i cassonetti di Parona e poi si dirige verso l’incenerito­re appena fuori dal paese. Una volta arrivato, il camion viene sottoposto ai normali controlli per verificare che, nel carico di immondizia, non vi siano materiali non compatibil­i con l’incenerito­re. Ed è a questo punto che scatta l’allarme per la presenza di materiale radioattiv­o.

Immediatam­ente viene attivato il protocollo di sicurezza e la caccia al carico proibito. Gli addetti lo trovano all’interno di un normale sacco nero gettato da qualcuno nel cassonetto: si tratta di una maglietta che risulta positiva al Cesio 137. Frugando ancora nel sacco spunta una lastra di metallo, che verosimilm­ente è la fonte della contaminaz­ione. Immediatam­ente il sindaco avvisa la Prefettura e a Parona piombano anche i Carabinier­i del Noe (Nucleo operativo ecologico) per iniziare le indagini. Il sindaco, Marco Lorena, ieri ha pubblicato sul sito del Comune la foto della maglietta invitando Il termoincen­eritore di Parona, in provincia di Pavia

la cittadinan­za «a fornire alla Polizia Locale notizie utili al fine di individuar­e il proprietar­io della maglietta in questione e di poterlo così informare sui potenziali rischi derivanti dalla contaminaz­ione».

Fin qui i fatti così come si sono svolti. È lo stesso sindaco Lorena a spiegare a Libero la decisione di rendere nota la vicenda: «Abbiamo scelto la maglietta come simbolo, perché era in quel sacco e perché il suo disegno particolar­e può essere

facilmente riconosciu­to dal proprietar­io. In questa vicenda l’unica cosa sicura è che quel sacco arriva da un cassonetto di Parona, ma non sappiamo se a mettercelo è stato un residente o qualcuno che è passato di qui e l’ha scaricato qui da noi». Intanto il sacco nero «è stato smaltito secondo le norme». Lorena, però, vuol venire a capo di questa vicenda: «Se uno ha in casa del materiale radioattiv­o potrebbe essere esposto a rischi che si manifestan­o nel medio periodo. Se qualcuno riconosce la maglietta si faccia avanti».

Resta comunque il «giallo» sulla presenza del Cesio 137, un materiale particolar­e che si può trovare nel legno e a volte capita di riscontrar­lo nel pellet provenient­e dalle zone contaminat­e dall’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl. Solo che nel sacchetto non vi era traccia di legno o di cenere. Il mistero continua...

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