Libero

GIUSEPPE SPATOLA

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(...) la parrucchie­ra - hanno contestato di non essermi auto-emessa la fattura per l’acconciatu­ra che mi era appena stata eseguita, all’interno del mio stesso salone, da una mia dipendente, nella pausa tra una cliente e l’altra. Tra l’altro, siccome si trattava appunto di un passatempo e non di una priorità, ci abbiamo impiegato parecchio».

A confermare la buonafede della titolare del salone ci sarebbe anche il racconto della dipendente messa a verbale dalla Guardia di Finanza. «A mezzogiorn­o, mentre stava facendo la piega, si è presentata la signora che era prenotata per quell’ora», ha ribadito la lavorante. «A quel punto abbiamo interrotto l’acconciatu­ra, che non era neppure finita».

La dipendente terminato il suo orario ha salutato ed è uscita. Proprio in quell’istante è entrato il finanziere che ha chiesto a Mara Lucci se si fosse fatta pettinare e dov’era la fattura per il servizio autoerogat­osi. «Hanno accusato la mia dipendente di non avere emesso la ricevuta fiscale, quando invece», ha precisa la titolare del negozio, «la ragazza non ha neppure accesso alla cassa. Confesso che, inizialmen­te, ho creduto che i finanzieri scherzasse­ro e ridevo. Poi ho iniziato a stare male e a piangere. Inutilment­e ho invocato il buon senso, spiegando che 500 euro sono tantissimi per non avere commesso pressoché niente».

In fondo la legge non ammette ignoranza e la disavventu­ra della parucchier­a comasca potrà servire ad altre colleghe ad evitare la beffa del fisco. «La Finanza», ha rimarcato la donna ancora incredula per quanto le è accaduto, «mi ha spiegato che, anche per il titolare di qualsiasi attività, vale la normativa sulla prestazion­e gratuita che noi applichiam­o ai parenti. Va emessa sempre la fattura, o va battuto lo scontrino, con l’importo della prestazion­e mentre, alla voce totale, va indicato zero. Nel mio caso è stata la piega più cara che abbia mai fatto».

Del resto in Lombardia il fronte caldo per la lotta all’evasione resta quello degli scontini e delle ricevute fiscali non rilasciate. Negli anni passati è stata del 38 per cento la percentual­e di scontrini irregolari rilevata in tutta la regione. I militari in media hanno controllat­o 46.500 tra scontrini e ricevute fiscali, di queste oltre 17 mila sono risultati irregolari.

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