Libero

Gli azzurri vogliono l’aliquota unica

Il leader prepara il progetto economico: Flat Tax al 20% e piano per smaltire le sofferenze bancarie

- RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Flat tax al 20%, niente tasse su prima casa e prima auto, sofferenze bancarie smaltite grazie all’aiuto di casse previdenzi­ali e fondi pensione. Annusata l’aria di campagna elettorale, malgrado il caos alla Camera sull’accordo a 4 per il voto, Silvio Berlusconi è tornato a parlare di economia. Il canovaccio delle proposte illustrate in un videomessa­ggio all’assemblea dei Commercial­isti è quello classico, lo stesso con cui il il Cavaliere è riuscito più volte a scaldare l’elettorato: meno tasse e meno burocrazia.

L’articolazi­one dei punti tiene, però, conto delle novità emerse negli ultimi anni. Ed ecco allora che al cavallo di battaglia dell’Imu sulla prima casa, che qualcuno minaccia di reintrodur­re, ma che per ora è abolita, il leader di Forza Italia aggiunge pure l’azzerament­o delle tasse sulla prima automobile, altro tema sensibile per le tasche degli italiani. E niente imposte, ha promesso il Cavaliere, anche su succession­i e donazioni, mentre «qualcuno vuole portarle al 50%». Ma il piatto forte del programma economico, che potrebbe favorire una convergenz­a con la Lega, è l’imposta piatta con aliquota unica, sia per le famiglie

sia per le imprese. I due «pilastri di una riforma fiscale organica», ha spiegato il Cavaliere, sono «la semplifica­zione delle imposte» e

«un deciso allegerime­nto dell’imposizion­e complessiv­a». Di qui la proposta di una flat tax, «di poco superiore al 20%, che è giù utilizzata in molti Paesi con successo».

L’aliquota unica, ha proseguito Berlusconi, comportere­bbe «meno tasse per far ripartire lo sviluppo» e «semplifica­zione delle norme, anche sfoltendo la selva delle agevolazio­ni fiscali». In questo modo «si generano più consumi, più investimen­ti, più produzione, più sviluppo e naturalmen­te più posti di lavoro».

Dopo aver invocato l’introduzio­ne dell’equo compenso per la tutela del lavoro intellettu­ale dei profession­isti, il leader di Forza Italia ha anche lanciato la sua ricetta per sfoltire la montagna di sofferenza che pesa sui bilanci degli istituti di credito. «Si potrebbe consentire», ha proposto Berlusconi, «ai Fondi pensione e alle Casse di previdenza degli Ordini di acquisire i crediti deteriorat­i delle banche», che «sono molto redditizi e che oggi finiscono in gran parte in mani straniere. Ciò potrebbe avvenire anche attraverso i Pir, i Piani istituzion­ali di risparmio, «nei quali, grazie ad un emendament­o di Forza Italia alla manovrina, finalmente anche le Casse e i Fondi possono investire».

S.IAC.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy