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«Legislatur­a indegna, tocca al Colle»

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«Mattarella non prolunghi un minuto di più lo spettacolo indegno di questa legislatur­a». Giorgia Meloni incassa con soddisfazi­one la rottura del «patto a quattro» sulla legge elettorale alla tedesca e chiama in causa il presidente della Repubblica. «Subito la parola ai cittadini, #elezionisu­bito», scrive il presidente di Fratelli d’Italia su Facebook. Meloni esulta per il fallimento del patto Pd-M5s-FI-Lega sul sistema proporzion­ale con sbarrament­o al 5%: «Siamo fieri che grazie alla battaglia di Fratelli d’Italia contro le liste bloccate e i parlamenta­ri nominati, il M5S sia stato costretto a mettere in discussion­e la sua posizione di sostegno a questa pessima legge elettorale. Ora chiediamo ai grillini di andare fino in fondo». Un riferiment­o all’emendament­o dei pentastell­ati per inserire nel «Fianum» in discussion­e a Montecitor­io le preferenze osteggiate soprattutt­o da FI e Pd. «Avevano paura che ridare la parola ai cittadini portasse l’instabilit­à, così facendo questi inciucisti incapaci hanno portato il caos». Per la leader della destra quanto accaduto ieri conferma «che ormai, comunque vada, si andrà a votare in tempi abbastanza rapidi». Ma Fratelli d’Italia ne ha anche per Silvio Berlusconi. Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera, accusa Forza Italia di continuare a esporre «il suo petto a difesa dell’ormai salma di Renzi». Con l’ex premier del Pd, tuttavia, il partito di Meloni potrebbe condivider­e la via d’uscita per agevolare la fine anticipata della legislatur­a: votare con le leggi attualment­e in vigore (l’Italicum per la Camera e il Consultell­um per il Senato). Rampelli ricorda come bastino «pochi giorni» per introdurre «una correzione tecnica all’Italicum secondo le indicazion­i della Corte. Si sciolgano dunque al più presto le Camere».

T.M.

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