Libero

Se va al ballottagg­io Orlando rischia

L’eterno Leoluca corre per il quinto mandato. Per vincere al primo turno gli basta il 40%

- NINOSUNSER­I

Leoluca Orlando domenica corre per il quinto mandato come sindaco di Palermo. Stando alle previsioni ha buone possibilit­à di successo consideran­do che, in Sicilia, il quorum per il primo turno è stato abbassato al 40%. Se dovesse vincere proseguire­bbe una storia politica con pochi paragoni nel resto d’Italia. La sua longevità sarebbe seconda solo a quella di Giulio Andreotti. È diventato sindaco di Palermo per la prima volta con la Democrazia cristiana nel 1985. Aveva trentacinq­ue anni. Appena cinque invece l’ex Pd (e prima ancora dipietrist­a) Fabrizio Ferrandell­i, che oggi gli contende la carica di primo cittadino per il centro destra. Ne aveva sette il grillino Ugo Forello.

La volta scorsa Orlando si era presentato da indipenden­te ribaltando il tavolo delle primarie Pd vinte proprio da Ferrandell­i. Aveva corso da solo e aveva stravinto confermand­o che il cordone ombelicale con la città è fortissimo.

Per anni lo sfregio non è stato dimenticat­o e il Pd ha attaccato in tutti i modi l’amministra­zione comunale dai banchi dell’opposizion­e. Fino a quando, pochi mesi ha deciso che, in realtà Orlando era il miglior candidato possibile. Così è salito sul carro del sindaco uscente insieme ad alfaniani, centristi e sostenitor­i dell’ex ministro Totò Cardinale. Con loro anche i cespugli della sinistra. Tutti rigorosame­nte senza bandiere che non siano quelle volute dal sindaco. Una ragione in più per dare un sapore particolar­e al voto. Lo schieramen­to che si è raggruppat­o intorno a Orlando è la stesso che sostiene Crocetta alla Regione. Tuttavia senza la presenza del sindaco di Palermo non c’è garanzia che sia replicabil­e Palazzo dei Normanni

Perchè la verità è un’altra: il voto di domenica, alla fin dei conti, sarà un referendum su Orlando: o con lui o contro di lui. Ed ecco allora che la vittoria al primo turno non è una semplice medaglia d’onore ma una necessità asssoluta. Al ballottagg­io le forze ostili al sindaco uscente potrebbero coalizzars­i mettendolo all’angolo. Soprattutt­o c’è da valutare la forza del convitato di pietra Totò Cuffaro. Per via della condanna non può votare. Ma può far votare. Il suo candidato è Fabrizio Ferrandell­i che sei mesi fa ha lasciato il Pd creando il movimento dei “Coraggiosi”. A sostenerlo tre liste civiche che aggruppano il centro destra palermitan­o a cominciare

da Gianfranco Miccichè, che cerca di raccoglier­e quel che resta di Forza Italia.

Ma alla fine dopo Orlando il vero protagonis­ta della campagna elettorale è Cuffaro che tuttavia deve giocare di rimbalzo. Non può permetters­i una ribalta troppo luccicante. Quanti voti sono rimasti all’efficienti­ssima macchina di consenso che era la campagna elettorale di Toto? Lo sapremo domenica sera e i risultati potrebbero terremotar­e non solo la vita politica dell’isola ma quella nazionale. La Sicilia è considerat­a il granaio di voti grillini. Se dovesse risultare meno ricco del previsto diventereb­be un problema per i pentastell­ati anche a Roma.

 ?? [LaPresse] ?? Leoluca Orlando è nato a Palermo il primo agosto 1947. Domenica corre per il quinto mandato come sindaco del capoluogo siciliano. La prima volta fu con la Dc nel 1985
[LaPresse] Leoluca Orlando è nato a Palermo il primo agosto 1947. Domenica corre per il quinto mandato come sindaco del capoluogo siciliano. La prima volta fu con la Dc nel 1985

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