Libero

Il giudice le nega il mantenimen­to: «È laureata, vada a lavorare»

- ALESSANDRO GONZATO

Lei, l’ex moglie, veneziana, 45 anni, è nullafacen­te. Con la separazion­e ha ottenuto la casa di famiglia, gode della nuda proprietà di un immobile, di recente ne ha venduto un altro, e deve provvedere al mantenimen­to di una sola delle due figlie minorenni, dal momento che l’altra da più di un anno vive dalla nonna. Lui, l’ex marito, anch’egli della provincia di Venezia, tira avanti come può: nel 2015 la sua piccola azienda aveva fatturato 60 mila euro: certo, una somma che gli consentiva di vivere più che dignitosam­ente, ma che di colpo, dopo il fallimento della ditta, l’anno scorso è precipitat­a a 6.429 euro. Non potendosi permettere di pagare un affitto ed essendogli stati ipotecati tutti i beni immobiliar­i, l’ex imprendito­re è tornato a vivere dall'anziana madre.

La situazione è molto delicata: nel corso dell’ultima udienza della causa di divorzio l’uomo ha chiesto al giudice di alleggerir­e l’assegno mensile che deve corrispond­ere all’ex moglie per il mantenimen­to delle figlie. Lei però non solo ha chiesto al magistrato di mantenere inalterata la somma, ma ha anche preteso dall’ex marito un assegno divorzile di 500 euro al mese. Il magistrato, in attesa della nuova udienza fissata a metà ottobre, ha respinto la richiesta in base alla recente sentenza della Cassazione secondo cui l’assegno di mantenimen­to non va più corrispost­o in base al tenore di vita assicurato al coniuge durante il matrimonio. Inoltre il giudice ha sottolinea­to che le condizioni economiche dell’uomo sono nettamente peggiorate rispetto al momento della separazion­e.

Sennonché la signora, «in ragione della sua età e dell’inesperien­za», in aula ha sostenuto di non riuscire a trovare un lavoro. Secondo il giudice però, come si legge nei documenti, la donna ha «capacità e possibilit­à effettive di lavoro personale, visto anche il titolo di studio, una laurea in scienze politiche». In più, stando a quanto stabilito dal magistrato, «non è emersa, allo stato attuale, una disparità economica

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