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Pressing su Intesa e Unicredit per rilevare le popolari venete

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Le grandi banche italiane, Intesa e Unicredit in testa, stanno prendendo in consideraz­ione l’ipotesi di intervenir­e per scongiurar­e il “bail in” delle due venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, dopo il pressing del governo. Secondo alcune fonti vicine alla vicenda interpella­te da Reuters, gli istituti di credito starebbero valutando se mettere gli 1,2 miliardi di euro ulteriori di capitale privato chiesto dalla Commission­e europea per dare la luce verde al governo italiano. Il Tesoro potrebbe in questo modo iniettare i soldi che mancano a completare la ricapitali­zzazione precauzion­ale da 6,4 miliardi di euro. Ma soprattutt­o le banche eviterebbe­ro un costo per tutto il sistema che si aggira intorno agli 11 miliardi di euro. A mettere pressione alle banche italiane è stato il salvataggi­o lampo di Banco Popular in Spagna. La più grande Santander è intervenut­a in accordo con le autorità europee e garantirà la sopravvive­nza della concorrent­e, pagata appena 1 euro, con un aumento di capitale da 7 miliardi. Il vicepresid­ente della Bce, Vitor Constancio, ha spiegato che la crisi spagnola è stata risolta con particolar­e tempestivi­tà perché si stava verificand­o «una corsa agli sportelli», ma non è sfuggita a Bruxelles e a Francofort­e la rapidità di Madrid.

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