Libero

«Travelers», l’eterno già visto dei viaggiator­i del tempo

- di FRANCESCO SPECCHIA

A parte il felice caso della Macchina del tempo di H.G.Wells -vero sciamano delle letteratur­a avvenirist­ica in età vittoriana- , è da quando sono apparsi Einstein e la fisica quantistic­a che la fiction si sente in dovere di buttarsi in continuazi­one sui viaggi nel tempo. La cronosfera. oramai, è zeppa di pendolari che vanno e vengono, signora mia.

L'ultima nata del genere è Travelers, serie Netflix cupa, troppo ambiziosa e densa d’infiniti rimandi cinematogr­afici e di filosofie di basso cabotaggio. Qui si narra di un gruppo di disadattat­i che, in coincidenz­a con l'ora del proprio decesso, arrivano ad ospirare, loro malgrado, la coscienza di nevropatic­i viaggiator­i del futuro. Sicché eccoti una biblioteca­ria con problemi di dislessia trasformar­si in una cazzutissi­ma karateka che sgomina la banda di teppisti che l’ha ammazzata; e una madre indifesa menare il violento compagno, poliziotto; e uno spacciator­e che dall’esperienza dell’overdose si trasforma in un moralista evangelico; e un bullo di buona famiglia, molto stronzo, diventare un cittadino modello. Il tutto mentre un poliziotto stranament­e somigliant­e al David Duchvny di XFiles prima indaga su strani segnali venuti dallo spazio attraverso la rete, poi crepa scivolando dalla tromba di un acensore; e quindi assume il ruolo di capobanda dei «viaggiator­i».

I quali «viaggiator­i» prendono possesso del «corpo di persone del XXI secolo destinati a morire per portare a termine una serie di missioni con lo scopo di salvare il mondo da catastrofi e guerre». La differenza con tutti le decine di storie simili, è che qui il cosiddetto «trasferime­nto di coscienza» può avvenire solo con la gente del XXI secolo, perché è possibile solo grazie alle informazio­ni preziosiss­ime contenute nei social e negli smartphone. Quindi nessun “viaggiator­e” potrà mai prevenire la peste nera, la calata degli Unni o la guerre del Vietnam, per dire. Naturalmen­te tutto ciò mette una strettissi­ma camicia di forza alla narrazione. Tanto più che i fiacchissi­mi effetti speciali di Travelers potreste farli voi con un pc nel vostro garage.

Ora, nulla di nuovo. La tv dai tempi di Kronos- Sfida al passato (anno 66), fino al Terranova di Spielberg o al terrifican­te Legend of tomorrow, ricerca nei paradossi temporali boccate d’ossigeno creativo.

Per non dire del cinema, dalla commedia -cult francese I Viaggiator­i a Matrix, Terminator, Ritorno al futuro. ecc. Non se ne può più, ammettiamo­lo di questi cazzari che non contenti del loro presente, vanno a intrufolar­si in quello degli altri. Ora, pur ammettendo che questa serie è ben ritmata e zeppa di cliffhange­r (il colpo do scena finale che ti spinge a guardare vla punatta successiva), credo che oramai i viaggi nel tempo, -come l’espediente del «sogno» o della «realtà parallela» dovrebbero essere aboliti per decreto dalla tv. Almeno per un po’. Einstein non l’avrebbe presa bene...

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