Libero

Il nuovo Diavolo

Dal custode fino al dottore, Fassone ha cambiato tutto il Milan Accordo con Keita. Cairo: «Non vendo Belotti». Idea Diego Costa

- FRANCESCOP­ERUGINI RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Avevano fatto discutere le indiscrezi­oni che raccontava­no la rimozione delle foto dei trionfi di Silvio Berlusconi dalle pareti di Milanello dopo il closing. In realtà, le immagini erano state solo spostate per fare spazio all’immagine della Supercoppa di Doha. E per fortuna, perché dell’era dell’ex Cavaliere presto potrebbero rimanere solo le coppe in bacheca e i ricordi.

Insieme con i colpi del mercato, infatti, Marco Fassone continua a ingaggiare manager di alto profilo, come in una sorta di spoils system per cambiare aria dopo 31 anni. E per supportare gli ambiziosi piani di sviluppo del club in Europa e in Cina, dove nascerà la controllat­a Milan China. Il neo ad che, per primo, ha preso le responsabi­lità di Barbara Berlusconi, Adriano Galliani e quelle lasciate vacanti dal “ministro degli esteri” Umberto Gandini, oggi vivrà il primo test diplomatic­o sul voluntary agreement: la Uefa ha delle perplessit­à e potrebbe non dare subito il via libera al piano di rientro rossonero, ma ci sarà tempo per rimediare.

Al mercato pensa Massimilia­no Mirabelli, ds al posto di Rocco Maiorino, e anche responsabi­le dell’area tecnica. A supportarl­o c’è il segretario Giuseppe Mangiarano, che ha presto il posto della storica Cristina Moschetta, passata in Fininvest con Galliani. Ha salutato anche Massimo Zennaro, sostituito nella comunicazi­one da Fabio Guadagnini. Jaap Kalma, voluto da Lady B per sviluppare il brand, è diventato capo delle sponsorizz­azioni, lasciando l’incarico di direttore commercial­e a Lorenzo Giorgetti. Un’altra figura vicina a BB, Elisabetta Ubertini, è stata sostituita da Alessandro Sorbone nel ruolo di Chief Operations Officer. Sorbone ha vissuto 12 anni alla Juve dopo un’esperienze in Exor. E un altro bianconero, Stefano Luxoro, è un’idea per rinforzare lo scouting. Nel frattempo, dopo l’addio di Mauro Bianchessi, il settore giovanile è in mano a un altro ex Inter, Antonio D’Ottavio. Se non altro, la staffetta sulla panchina Primavera è stata “in casa”, da Stefano Nava a Gennaro Gattuso. Perché sempre di marca nerazzurra è la scelta del team manager (Andrea Romeo), con Vittorio Mentana che diventerà direttore di Milanello dopo il pensioname­nto di Antore Peloso. Cambia pure il medico sociale: via Rodolfo Tavana torna Gianluca Melegati, già nel Diavolo dello scudetto di Allegri.

Il rinnovamen­to continua anche sul mercato. Dopo Musacchio, Kessié e Rodriguez (firma in diretta Facebook fino 2021, avrà il 68), le priorità sono Conti - incontro con l’agente, pronta offerta da 20 milioni per l’Atalanta – e l’attaccante. Cairo continua a far muro per Belotti: «Via solo per la clausola da 100 milioni». La pista Morata resta viva ma l’idea dell’ultima ora può essere Diego Costa: Conte lo ha escluso dal Chelsea via sms, i rapporti con l’agente Mendes sono buoni, ma l’ostacolo è lo stipendio da 10 milioni.

Intanto la Lazio ha detto sì all’offerta per Keita, come conferma il procurator­e Calenda: per il doppio colpo con Biglia (Tare è a Milano, furioso: «A Keita offrerto un rinnovo da top») servono 50 milioni e l’ok dell’attaccante, che si era promesso alla Juve. In attesa di offerte per Bacca, in Turchia chiedono Sosa - l’Antalyaspo­r propone 2,5 milioni - mentre Napoli e Roma corteggian­o Suso. L’addio dello spagnolo potrebbe portare alla difesa a tre: la caduta dell’ultimo muro berlusconi­ano.

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