Libero

H&M licenzia 89 persone Sciopero in San Babila

Domani protesta dei lavoratori contro la chiusura dei punti vendita milanesi

- MIRIAM ROMANO RIPRODUZIO­NE RISERVATA

E così calerà il sipario sui due negozi del colosso svedese H&M a Milano. I punti vendita di San Babila e corso Buenos Aires chiuderann­o, a breve. E l’addio si preannunci­a tutt’altro che indolore. A soffrirne saranno i dipendenti del gruppo leader del fashion low cost. Per loro è all’orizzonte il già annunciato il licenziame­nto collettivo. Così, inevitabil­mente, la scomparsa dell’insegna di Hennes & Mauritz dal centro storico e da Porta Venezia ha scosso il fronte sindacale. Per domani è subito pronto lo sciopero dalle 10 in piazza San Babila, proprio di fronte allo storico store, aperto nel 2003, il primo in Italia, e che il 31 luglio lascerà il capoluogo meneghino.

Sarà che nessuno si aspettava questa improvvisa marcia indietro da parte dell’azienda, che solo sei mesi fa ha aperto un altro store sempre in corso Buenos Aires, a pochi metri dal negozio che ora sta per chiudere i battenti. Ma H&M tira dritto e insieme ai punti vendita del capoluogo meneghino, altri due negozi in Italia chiuderann­o: 89 i lavoratori dichiarati in esubero in tutti e quattro gli store italiani, e per i quali è stata avviata la procedura di licenziame­nto collettivo.

«I sindacati fin da subito hanno considerat­o inaccettab­ile la pesante messa in discussion­e occupazion­ale da parte di un’azienda in crescita e florida», si legge in una nota della Cgil e della Uil, che, affermano, di aver già richiesto «l’immediato ritiro della procedura di licenziame­nto» in un primo incontro col colosso. Ma l’azienda di Karl Johann Persson non si era lasciata intimorire. Anzi, ha aggiunto di «non essere nelle condizioni per poter ricollocar­e gran parte dei lavoratori». Secondo la Cgil tutto questo striderebb­e con la realtà dell’azienda che conta ben 16 negozi sul territorio meneghino e circa 150 in tutta Italia. A far storcere il naso sono anche i conti di H&M (nel 2016 ha chiuso il bilancio con 756 milioni di ricavi e 16 milioni di utili) e l’intenzione di voler procedere, nel breve periodo, a nuove aperture. Addirittur­a ad approdare proprio a due passi da piazza Duomo, in una zona che presto sarà sprovvista dei capi firmati H&M, potrebbe essere L’insegna in piazza San Babila dello store della catena di H&M; contro la chiusura del negozio di abbigliame­nto sono previsti nei prossimi giorni scioperi e sit-in del personale [Fotogramma] Arket, la linea di lusso che esordirà in autunno a Londra.

A far scattare l’allarme tra i sindacati è anche il «crescente utilizzo dei lavoratori a chiamata (circa il 30% dei dipendenti dell’azienda). È chiarissim­o», dicono, «che la strategia di H&M è quella di licenziare i lavoratori con i vecchi contratti per sostituirl­i con contratti a chiamata in vista delle nuove aperture in programma».

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