Libero

Orlando lancia la sua «Demos» con l’ex sindaco di Milano (e Prodi)

- FRANCO BECHIS RIPRODUZIO­NE RISERVATA

L’appuntamen­to è organizzat­o per il 28 giugno a Roma. Quel giorno Andrea Orlando riunirà la sua corrente, che con le primarie è diventata la seconda area del Pd e che in Parlamento ha numeri assai più forti che nel partito, dandole un nuovo nome. Originaria­mente erano infatti i giovani turchi, ma il litigio e la successiva separazion­e dal gruppo guidato da Matteo Orfini rende necessario un nuovo battesimo. Al momento il nome scelto sarebbe «Demos», sigla che dentro il partito andrebbe ad affollare le varie aree con denominazi­oni simili (come l’Area dem di Dario Franceschi­ni e la Sinistra Dem di Gianni Cuperlo). Resta solo da verificare che il nome non possa essere confuso con la Democrazia Solidale di Lorenzo Dellai. La convention orlandiana vuole essere qualcosa di più che un semplice battesimo della corrente. Il ministro della Giustizia proprio il giorno in cui stava sfaldandos­i il grande patto sulla legge elettorale annunciava felice ai suoi che il 28 l’ospite d’onore (ovviamente esterno) sarebbe stato Giuliano Pisapia, l’uomo più conteso nella sinistra italiana. E i suoi parevano elettrizza­ti: «Bel colpo, Andrea!». Non solo: per quel giorno sarebbe stato concordato anche un intervento video di Romano Prodi, e così la scenografi­a sarebbe completa. La corrente a cui si riferiscon­o quasi tutti i vecchi notabili del partito diventereb­be all’interno del Pd il punto di riferiment­o di tutti quelli che insistono sulla prospettiv­a di un nuovo Ulivo, da contrappor­re ai progetti di Matteo Renzi che o fa da solo o tenderebbe a immaginare sulla base solida dei numeri e delle leggi elettorali possibili, maggioranz­e trasversal­i con Silvio Berlusconi.

IL PREZZEMOLO

Il problema è che Pisapia oggi è un po’ come il prezzemolo. A quanto pare si nega solo a Renzi, ma con tutti gli altri è assai disponibil­e. Già ieri il grande entusiasmo degli orlandiani era smorzato dalle indiscrezi­oni che volevano l’ex sindaco di Milano presente sempre a Roma una manciata di giorni dopo alla convention che sta organizzan­do Mdp, al fianco quindi di Pierluigi Bersani e Roberto Speranza. Ottimo il prezzemolo, ma qui diventa difficile distinguer­e le pietanze, e la competizio­ne fra i nostalgici dell’Ulivo rischia di essere fin troppo affollata. Non è escluso quindi che questa eccessiva vicinanza di date consigli Orlando a spostare di un paio di settimane i suoi progetti, anche perché ormai non c’è più da correre verso imminenti elezioni.

Il tentativo del ministro della

Ne avrebbe avuta ancora meno con il Tedeschell­um, e anche per questo motivo il gruppo di Orlando potrebbe avere alimentato in maniera non secondaria le variegate truppe dei franchi tiratori, di cui facevano parte sicurament­e esponenti delle altre correnti del Pd (fra le più gettonate nel juke box dei sospetti anche quella di Franceschi­ni...).

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