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Sfida catalana a Madrid Referendum 1˚ ottobre

- C.MA.

La Catalogna sfida Madrid: il presidente catalano, Carles Puigdemont, annuncia la convocazio­ne di un referendum sull’indipenden­za dalla Spagna per il primo ottobre. Il governo spagnolo risponde immediatam­ente: bloccherà qualsiasi tentativo di portare avanti il processo per l’indipenden­za della Catalogna, come dichiara il portavoce dell’esecutivo di Madrid, Inigo Mendez de Vigo. Del resto, «quel referendum non si terrà perché è illegale», sostiene Madrid. Il braccio di ferro continua e i toni si fanno aspri. Barcellona annuncia che il quesito da sottoporre ai cittadini sarà breve: «Volete che la Catalogna sia uno Stato indipenden­te sotto forma di Repubblica?». In caso di vittoria del sì, Barcellona avvierebbe subito le procedure per staccarsi dalla Spagna.

Il rischio è una crisi istituzion­ale dagli effetti imprevedib­ili: il premier spagnolo Mariano Rajoy aveva già dichiarato «illegale» e «anticostit­uzionale» la consultazi­one, dicendosi pronto a impedirne lo svolgiment­o. Sette anni fa la Corte costituzio­nale aveva bocciato lo «statuto catalano» votato a Madrid e Barcellona e approvato dai catalani con un referendum. La Catalogna è la regione più ricca della Spagna e produce il 18% del Pil nazionale: si capisce perchè Madrid ne voglia bloccare ogni aspirazion­e indipenden­tista. Ha una propria lingua e da decenni rivendica maggiore autonomia. Secondo gli ultimi sondaggi l’elettorato catalano è spaccato sull’indipenden­za, con un 48,5% contrario e un 44,3 % favorevole.

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