Libero

Igor ancora non si trova, il pm interroga la moglie del barista di Budrio

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Igor Vaclavic - oppure Norbert Feher. Il bandito che pare svanito nel nulla, dopo che il 1 aprile scorso ha ucciso Davide Fabbri nel suo bartabacch­eria di Budrio, in provincia di Bologna. E solo una settimana dopo, l’8 aprile, ha poi freddato Valerio Verri, la guardia ecologica che ha avuto la sventura di incrociarl­o sulla strada di Portomaggi­ore, nel Ferrarese. Peraltro, la procura di Ravenna gli addebita anche l'omicidio del metronotte Salvatore Chianese, del 30 dicembre 2015. Oltre due mesi di ricerche nelle campagne fra Bologna e Ferrara, oltre mille carabinier­i impegnati, elicotteri e anche droni. Niente. Un fantasma.

Detto questo, suona curiosa la notizia che rimbalza proprio da Budrio. Dove gli inquirenti hanno prelevato la moglie di Fabbri, Maria Sirica, per poi portarla a Bologna dal pm Marco Forte. A lei è stato chiesto di precisare ancora meglio quanto accaduto la sera dell’omicidio, quando Igor entrò nel bar-tabaccheri­a e fu inizialmen­te disarmato del fucile da caccia dal barista, che però fu poi ucciso da un colpo di pistola sparato a bruciapelo. Igor Vaclavic, alias Norbert Feher Perché un assalto in quel piccolo negozio di un’isolata frazione, con incassi non proprio eclatanti? La signora ha ripetuto quel che già aveva dichiarato, cioè che mai prima di allora aveva visto Igor. Le è stato poi chiesto della collezione di orologi di Fabbri, una decina di pezzi, alcuni abbastanza preziosi. Dove li ha raccolti? La signora Sirica ha risposto che il marito ne aveva comprato la maggior parte ai mercatini nel corso degli anni. Alla vedova è stato chiesto se conoscesse qualcuno che potesse aver detto a Igor/Norbert degli orologi: potevano essere quelli, l’obiettivo del bandito?

Le indagini proseguono. Le ricerche anche, purtroppo senza esito. Dal canto suo, la signora diche che «non mi è piaciuto il modo in cui sono stata trattata – così si sarebbe sfogata Maria qualche ora dopo, circondata dagli amici del marito, come riporta il Resto del Carlino –. Quando mi hanno convocata mi sono sentita male. Poi sono venuti i carabinier­i e mi hanno chiesto di aprire la cassetta in cui erano custoditi i cinque orologi di Davide. Hanno fatto venire pure il fabbro. Alla fine li hanno portati via. Mi è dispiaciut­o quel trattament­o».

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