Libero

Il certificat­o di nascita si potrà fare in edicola

Idea del Comune di Firenze per arricchire il servizio dei giornalai: si potranno richiedere i documenti e inviare pacchi e lettere

- ENRICO PAOLI twitter@enricopaol­i1 RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Un quotidiano e un certificat­o. E, magari, anche una raccomanda­ta. Tutto in un unico posto, senza fare la fila. Ciò che sembra fantasia, molto presto potrebbe diventare realtà, grazie alla valorizzaz­ione di ciò che abbiamo sotto gli occhi da sempre: le edicole. Perché se i tempi cambiano non è detto sia necessario abdicare al mutamento. Si può anche anticipare il futuro facendolo diventare presente. Soprattutt­o quando si tratta di una tradizione ben radicata nel territorio. Come lo sono le rivendite dei giornali, presenti nelle vie e nelle piazze delle città italiane, simili a fari per indicare la rotta.

Certo, oggi vedere torme di turisti guidati dallo smartphone è quasi la norma, ma quando Navigator di manda a sbattere contro un muro e finisci dentro un tombino per vedere il display, non resta che il caro vecchio edicolante a cui chiedere indicazion­i. Un’ancora di salvezza che non tradisce mai. E proprio per questa ragione l’amministra­zione comunale di Firenze guidata dal sindaco Dario Nardella, come ha fatto anche la giunta grillina di Torino, ha deciso di varare il piano per il salvataggi­o delle edicole. Il progetto per evitare la chiusura delle rivendite prevede sconti sul canone del suolo pubblico, più spazi pubblicita­ri e trasformaz­ione

in punti anagrafici. Nel giro di poco tempo, almeno questa è l’idea, ci si potrà rivolgere al giornalaio per un certificat­o di residenza o anche uno stato di famiglia. Preoccupat­i per le chiusure che si sono moltiplica­te negli ultimi anni, gli assessori fiorentini al bilancio, Lorenzo Perra, e allo sviluppo economico, Cecilia Del Re, hanno deciso di dare alla categoria nuovi strumenti per provare ad uscire dalla palude della crisi. «Contiamo ormai una diminuzion­e del 15% negli ultimi cinque anni, più di 20 edicole hanno chiuso», spiega Ranieri Casini della Sinagi. E per prima cosa il Comune ha pensato agli sconti Cosap.

I chioschi pagheranno il 30% in meno sul suolo pubblico a partire dal 2018, poi dal 2019 il 70%, rispetto agli importi del 2017. «I nuovi coefficien­ti verranno applicati ai chioschi-edicole di tutta la città, da quelli del centro a quelli periferici», dice l'assessore al bilancio Perra. Firmatario di una manovra di sostegno che a Palazzo Vecchio costerà, a regime, circa 250mila euro l’anno. Mentre la responsabi­le dello sviluppo economico Del Re sottolinea come questa piano modificher­à «la funzione delle edicole rendendole un centro di servizi».

Ma non solo certificat­i. Le edicole diventeran­no anche uffici postali. Sarà possibile ricevere e inviare lettere e pacchi. L’operatore postale privato «Nexive» (società italiana che appartiene al colosso olandese delle poste PostNl, quotato ad Amsterdam, e che è la ex «Tnt») e i sindacati dei giornalai Sinagi e Snag alla fine del 2016 hanno firmato un accordo triennale che mira a valorizzar­e la presenza delle edicole sul territorio e a offrire servizi postali sempre più evoluti, efficienti e vicini alle esigenze di cittadini, pubbliche amministra­zioni e imprese.

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