Libero

La Merkel pronta a salvare Air Berlin E Bruxelles tace

La compagnia vicina al crac chiede aiuti di Stato Il governo tedesco, indisturba­to, prepara l’assegno

- ANTONIO SPAMPINATO RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Il ministro tedesco dell’Economia, Wolfgang Schaeuble, ha la fama di duro. Quando sente la parola Italia, ringhia. Un riflesso condiziona­to. Per lui siamo dei furboni, scansafati­che, buoni solo a piagnucola­re sulla spalla di Bruxelles per pietire deroghe alle regole comunitari­e. Litiga con Draghi da quando l’italiano, perché per lui abbiamo tutti la stessa fisionomia, ha messo piede a Francofort­e. Se ne strafrega se il surplus commercial­e tedesco rompe i patti europei: la Germania può, punto e basta. Il falco infatti diventa colomba se ad essere messi in discussion­e sono gli interessi tedeschi.

Così, quando sul tavolo del suo ministero è arrivata la richiesta di aiuto di Air Berlin, la compagnia della capitale in crisi da lungo tempo controllat­a al 29% da Etihad, a Schaeuble sono spuntati i cuoricini dagl’occhi e ha accettato, volentieri, aggiungiam­o, di valutarla. Il che vuol dire «sì».

Eppure, sullo sfondo, si sente ancora il fracasso provocato dalla levata di scudi nordici contro l’ipotesi di ingresso dello Stato, il nostro, in Alitalia. E che fatica ha dovuto fare l’omologo nostrano, Padoan, per convincere l’Europa che almeno un prestito ponte (600 milioni) poteva essere dato, anche se a interessi folli, superiori al 10%.

Air Berlin è una compagnia tedesca e, al momento, nessuno da Bruxelles si è permesso di aprire bocca. Lufthansa ha confermato l’interesse per rilevare la compagnia sull’orlo del crac. Ma il debito accumulato dalla compagnia tedesca negli ultimi anni, pari a circa 1,2 miliardi di euro, deve restare sul groppone di Etihad Airways. «Il problema del debito potrà essere risolto solo dal governo di Abu Dhabi» ha dichiarato il ceo di Lufthansa Carsten Spohr. Finirà così o ci penserà mamma Merkel? Con Alitalia Etihad si era detta disposta a metterci qualche centinaio di milioni nel caso fosse passato il piano di ristruttur­azione. Pagare 1,2 miliardi sull’unghia per uscire dalla compagnia sembra però dura. Tanto Schaeuble metterà mano al portafogli­o.

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