Libero

Voto: la lezione inglese

- di MATTIAS MAINIERO mattias.mainiero@liberoquot­idiano.it

Caro Mainiero, cosa pensa degli inglesi e delle loro elezioni, dei continui colpi di scena (tipo Brexit) e di una democrazia che sembra mille molte più avanti della nostra? Il suo parere, come sempre disinteres­sato, mi sarà molto utile per capire quanto siamo politicame­nte arretrati noi. Oppure è troppo complicato? Grazie. Augusto Righetti e.mail

Semplice, caro Righetti. Se preferisce: complicazi­oni pari a zero. Ma andiamo con ordine. Il mio parere? Innanzitut­to, mi compliment­o con gli inglesi. Al tempo stesso, mi dilanio nell’invidia. Loro, i britannici, sono andati a votare già due volte nel giro di poco tempo. La prima per decidere se restare in Europa o uscirne, e sappiamo come è andata a finire. Contrariam­ente alle aspettativ­e, ai sondaggi e a tutte le previsioni, gli elettori hanno detto: basta con questa schifezza, ce ne dobbiamo andare. E già questo è sintomo di una democrazia molto avanzata. I politici – in maggioranz­a - dicevano una cosa, gli elettori ne hanno detto un’altra. I politici non hanno potuto fare altro che prenderne atto. Hanno vinto i cittadini, com’è giusto che sia. Cameron si è dimesso e Theresa May ha preso il suo posto. Ma non è finita qui. Votata la Brexit, bisognava iniziare le trattative per uscire dall’Europa. Chi le avrebbe condotte? E come? E così la May ha chiamato di nuovo gli inglesi alle urne per avere indicazion­i e comportars­i di conseguenz­a. Tanto di cappello. Questa sì che è democrazia. La loro democrazia, che evidenteme­nte funziona. La nostra: elezioni sospese da tempo immemorabi­le. Addirittur­a, assenza di una legge elettorale. Siamo all’anno zero. Forse sotto zero. Noi abbiamo solo politici che litigano fra di loro e ci prendono in giro. Politici che a parole dicono di voler andare alle urne il più presto possibile perché è questo il percorso corretto e bla-bla-bla. Poi, di fatto, il voto è congelato. Viviamo, elettoralm­ente parlando, in una specie di palude. E qualcuno si meraviglia anche che gli italiani scelgono la strada dell’antipoliti­ca e del disinteres­se. Penso questo, solo questo, caro mio. Pensieri, mi sembra, molto tristi.

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