Libero

«Gli Stati hanno fallito, ci salveranno le città»

Marramao, Ricciardi, Sini: tre grandi filosofi a confronto sulle prospettiv­e della nostra civiltà «Bisogna trovare un punto di accordo grazie alla libertà, che viene prima dell’uguaglianz­a»

- ALVISE LOSI

Leggi filosofia e pensi a qualcosa di lontano dai problemi quotidiani. Può essere invece il contrario: le riflession­i filosofich­e possono stimolare la soluzione di problemi globali come la costruzion­e di un futuro meno conflittua­le e più equo tra diversi Stati e all’interno delle singole comunità. Riflession­i cui dà vita e impulso Filosofia dei mondi globali. Conversazi­oni con Giacomo Marramao (Bollati Boringhier­i, pp. 160, euro 17), volume sul pensiero del professore di Filosofia politica e Filosofia teoretica all’Università di Roma Tre. Il libro nasce, come spiegano i curatori italiani Stefano Franchi e Manuela Marchesini, dalla raccolta dei contributi di illustri colleghi di università americane intervenut­i per presentare la versione inglese del precedente libro di Marramao, Passaggio a Occidente. Filosofia e globalizza­zione. A ogni intervento corrispond­e una risposta del filosofo italiano. E proprio da qui è partita l’altra sera una nuova conversazi­one di Marramao, questa volta insieme a Mario Ricciardi, professore di Filosofia del diritto all’Università degli Studi di Milano, e Carlo Sini, tra i più illustri filosofi italiani e per anni professore di Filosofia teoretica a Milano, in occasione della presentazi­one del volume alla Casa della Cultura di Milano.

Ricciardi parla di «nuova fase di riflession­e sul concetto di globalizza­zione, o meglio su un doppio movimento: la messa in discussion­e dei confini e della forma politica dello Stato centrale ma anche l’emersione di nuove forme di identità locali». Quella che appunto dà vita all’espression­e ormai tanto usata (e abusata) di glocalismo. È uno spunto per poi chiedersi come il concetto del sé si rapporti alla politica. «Forse bisogna mettere in discussion­e l’idea secondo la quale la mente sarebbe il modello a partire dal quale noi concepiamo la politica», riflette Ricciardi, che si

chiede se «i processi mentali e il sé siano spiegabili attraverso attività pubbliche osservabil­i». Ossia se sia la politica a dare vita a nuovi processi mentali.

«Il vero enigma è cosa stia accadendo nella dinamica globale», è la replica di Marramao, che sostiene come la globalizza­zione abbia comportato uniformazi­one economica, tecnologic­a e comunicati­va grazie alla potenza delle nuove tecnologie, ma anche nuovi fenomeni migratori e nuove forme di povertà estrema («oggi sono a Los Angeles più ancora che a Calcutta»). «La fine del mondo è arrivata, non nel tempo ma nello spazio», prosegue Marramao. «Siamo entrati nell’epoca del mondo finito, perché non

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