Libero

IL «MONDIALE» DEL RAP

Clementino: «Occasione di riscatto sociale». Tutto esaurito alla Barona

- FABRIZIA MIRABELLA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Quattro palchi, quattro round, quattro crew in rappresent­anza di generi musicali diversi (dal rap al reggae, passando per la trap e l’R&B), uno solo il vincitore del Red Bull Culture Clash.

L’evento, concepito come una vera e propria battaglia a suon di flow, torna per la seconda volta in Italia. Il format internazio­nale che ha conquistat­o le città di Miami, Londra e New York, tra le altre, porta stasera la cultura giamaicana del sound clash direttamen­te in piena periferia meneghina.

È il Piazzale Donne Partigiane, nel quartiere milanese di Barona, ad ospitare la sfida musicale che grida al sold out. Sono, infatti, tremila i partecipan­ti che questa notte decreteran­no il team migliore facendo scalpitare l’applausome­tro.

Celebrando quel mondo sonoro nato negli anni Cinquanta tra i ghetti di Kingston in Giamaica, i dj, artisti e mc di spicco dello Stivale si confronter­anno e scontreran­no su varie prove. Dal primo round che servirà a «scaldare» il pubblico e caricare la sfida, si passerà al secondo focalizzat­o sulla tecnica di presentazi­one e sui brani selezionat­i. Per il terzo, invece, ogni crew dovrà suonare lo stile degli avversari, mentre il round finale ospiterà artisti a sorpresa e pezzi inediti proposti in esclusiva.

Daytona, Hellmuzik, Milano Palm Beat, Real Rockers sono i team capitanati rispettiva­mente da Clementino, Salmo, Populous e Macro Marco, vincitore dell’edizione targata 2014.

A condurre la serata invece sarà Marracash. Rapper e produttore discografi­co che nella sua Barona, dov'è nato e cresciuto, vestirà i panni di padrone di casa d’eccezione. Per una serata dove portare indietro le lancette dell’orologio e tornare tutti «ragazzi della piazza».

E lo sa bene il rapper «vulcanico» Clementino che, appena tornato da un intenso tour europeo, guiderà oggi i Daytona. «Credo sia fondamenta­le supportare eventi del genere, nati anche con la voglia di riscattare socialment­e le periferie di una città. Da ragazzo di provincia (è originario di Nola in provincia di Napoli, ndr) so cosa voglia dire crescere in un luogo che ha molto poco da offrirti, specialmen­te se sei giovanissi­mo».

«Stasera sarà un po’ come tornare indietro nel tempo. Da ragazzino ho partecipat­o ad una miriade di gare di freestyle. Mentre, ormai, in queste competizio­ni ho spesso e volentieri il ruolo di giudice», spiega a Libero il cantante che, dal 17 giugno prossimo, debutterà a Taranto con la prima tappa del tour estivo. «Se mi sento avvantaggi­ato rispetto ai miei avversari? Diciamo che loro sono molto forti, ma io dalla mia ho l’energia unica della terra dei fuochi!».

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Una foto tratta dalla serata finale dell’edizione 2014 a Milano

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