Libero

Spalletti ai bamboccion­i Inter: «Devono convincerm­i o addio»

Due anni con opzione per il terzo, è iniziata un’altra era per i nerazzurri: «O vinco o non sono nessuno. Perisic? Se non ha entusiasmo vada pure»

- ALBERTO NEGLIA RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Restituire appartenen­za, tradurre il lavoro in risultati e, conditio sine qua non, vincere. Questi i punti cardine della missione che Luciano Spalletti dovrà compiere all’Inter nelle prossime due stagioni: il tecnico di Certaldo ha firmato un biennale da 4 milioni a stagione, con opzione di rinnovo di un altro anno e siederà su una panchina che «vanta» ben 12 avvicendam­enti dall’addio di Mourinho sette anni fa.

La ricetta per invertire il trend, comunque, l’Inter sembra averla finalmente trovata e risiede proprio nella pazienza e nella continuità: vietate le scelte azzardate, come un ribaltone in panchina a ridosso della

nuova stagione (vedi la sfortunata staffetta Mancini-de Boer), che finiscono per tradire anche i propositi più ottimisti. L’uomo da cui ripartiran­no i nerazzurri è stato scelto per tempo (e da tempo): Spalletti guiderà il primo allenament­o

della squadra il 3 luglio, proprio quando il mercato entrerà nel vivo. I nerazzurri acquistera­nno prima di tutto due difensori: i nomi sono quelli di Rudiger e Dalbert. Il centrale della Roma potrebbe arrivare a 30 milioni più bonus, mentre il terzino

del Nizza è un pallino di Sabatini e costa 15 milioni, anche se il dirigente conta di prenderlo per 12. A centrocamp­o, piacciono Rabiot del Psg e Nainggolan: «Ci penserò», ha detto Spalletti sul belga al ritorno dalla Cina, dove ha incontrato i suoi nuovi datori di lavoro. Prima di ogni investimen­to, è noto, servirà una cessione (o più cessioni) per incassare 30 milioni entro il 30 di giugno. L’indiziato numero uno è Perisic: lo United gli garantireb­be 7 milioni all’anno e con la giusta offerta (55 milioni), l’Inter se ne priverà. Anche perché Spalletti non pregherà nessuno: «Sono i giocatori che dovranno convincerc­i che possono rimanere all’Inter», ha detto. Oltre al croato, i giocatori in uscita non mancano: da Ranocchia e Jovetic, di ritorno dai prestiti, all’esubero Brozovic, passando per Eder, Murillo e Banega. Se invece fosse Perisic a lasciare Milano, il suo sostituto sarà Bernardesc­hi e non Berardi. Non trovano conferme le voci sui 5 milioni all’anno che l’Inter avrebbe offerto all’esterno della Fiorentina (di cui piace anche Vecino). Ad altre condizioni, il classe ’94 arriverà a Milano, ma serviranno circa 40 milioni. Cifre importanti, ma a sentire Zhang («Saremo molto attivi»), sembra che il presidente passerà dalle parole (quel maldestro ma virale «fozza inda») ai fatti a un anno dall’insediamen­to, mentre per la panchina dello Jiangsu sceglie Capello, in Cina per la firma. Non che il ricco mercato di un anno fa sia finito nel dimenticat­oio, ma alcuni errori sono stati commessi.

Spalletti, che ieri ha visitato Appiano, sarà presentato mercoledì alle 12 al Centro sportivo Suning, ma ha dato già un assaggio significat­ivo: «L’Inter è una sfida, non un peso. Se non vinco qui non sono nessuno. Vorrei vedere giocatori vogliosi di rendere bella, intensa, la luce di questa storia». Come a dire: chi non trae stimoli da questi colori, può farsi da parte. Un messaggio bello chiaro, primo passo verso l’obiettivo, «ridare risultati e appartenen­za». Come recita l’hashtag che il club ha diffuso ieri, l’Inter sta arrivando (#InterIsCom­ing). Adesso inizia la battaglia e «l’importante è farsi trovare pronti».

 ??  ?? Luciano Spalletti, 58 anni, ha firmato un biennale con l’Inter a 4 milioni a stagione [Da Inter.it]
Luciano Spalletti, 58 anni, ha firmato un biennale con l’Inter a 4 milioni a stagione [Da Inter.it]
 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy